Ha già suscitato numerose discussione e polemiche la sentenza della Corte di Cassazione che il 21 gennaio si è pronunciata contro la società impiantistica Arabba-Marmolada, imponendo a questi ultimi il pagamento dell'Imu sull'impianto a fune. La giurisprudenza creata da questa sentenza, se non vi saranno correzioni normative, imporrà alle società impiantistiche il pagamento di circa 25 mila euro per una semplice seggiovia fino ad oltre 50 mila euro per una telecabina. Gli impianti a fune infatti, con l'eccezione di alcuni, non vengono considerati mezzi di trasporto pubblici, ma veri e propri esercizi commerciali, zittendo quindi le obiezioni di chi paragona questa azione al pagamento dell'Imu da parte delle ferrovie. Certamente l'applicazione di tale sentenza avrebbe riscontri molto negativi sulle società impiantistiche, che come prima misura aumenterebbero notevolmente i costi degli skipass: l'effetto sarà che la clientela d'élite, leggasi stranieri, si accorgerebbe relativamente dell'aumento, mentre per gli italiani la situazione diverrebbe spesso insostenibile. Che forse sia l'occasione per rivalutare altre forme di turismo montano che non si limito al semplice sci da discesa?