
Si sono concluse in Nepal le operazioni di recupero degli alpinisti italiani Stefano Farronato e Alessandro Caputo, travolti da una tempesta di neve durante l’ascesa al Panbari Himal (6887 m), nella regione del Manaslu.
La conferma è arrivata da Avia Mea, che ha coordinato i soccorsi con le autorità nepalesi e italiane.
Le ricerche sono state rese difficili da condizioni meteorologiche estreme, con forti nevicate e venti legati al ciclone Montha.
Sul posto ha operato un team nepalese, supportato da Valter Perlino, capo spedizione e unico sopravvissuto, mentre Avia Mea si è occupata del coordinamento e degli aspetti tecnici insieme al CAI. Due elicotteri sono stati impiegati nelle fasi operative.
I due alpinisti, Stefano Farronato e Alessandro Caputo, sarebbero morti nella notte tra il 30 e il 31 ottobre, sepolti nella tenda al campo 1 a oltre 5000 metri, dopo che una nevicata improvvisa aveva accumulato più di due metri di neve.
Le ricerche sono partite il 3 novembre con l’impiego di un elicottero dotato di sistema Recco e il supporto di esperti italiani presenti in Nepal.
Nelle stesse ore un’altra tragedia ha colpito il Nepal: una valanga sullo Yalung Ri, nella valle di Rolwaling, ha ucciso almeno sette persone, tra cui gli italiani Paolo Cocco, Markus Kirchler e Marco Di Marcello, insieme ad alpinisti e guide di altre nazionalità.
Le autorità hanno riferito che i soccorsi sono stati rallentati dal maltempo e dai ritardi nelle autorizzazioni ai voli in elicottero.
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