La Repubblica Partigiana dell'Ossola

Ettore Tibaldi, presidente della Giunta provvisoria di Governo della Repubblica dell'Ossola

Tra tutte le vicende di lotta e resistenza verificatesi nelle valli alpine tra il 1943 e il 1945, la storia della Repubblica Partigiana dell'Ossola è forse una tra le più conosciute e importanti.

Si tratta di un'esperienza di breve durata ma di grande intensità, la cui nascita è stata favorita anche dalla particolare situazione geopolitica della regione, interamente circondata da monti e confinante per buona parte del territorio con la Svizzera.

La Repubblica Partigiana dell'Ossola si è distinta rispetto ad altre Repubbliche Partigiane in quanto in un solo mese di vita, è stata capace di organizzarsi e di istituire la Giunta provvisoria di Governo di Domodossola e della zona liberata (G.P.G.)

 

Già nel 1943 si verificarono alcuni episodi che dimostravano quanto attiva fosse l'attività antifascista in Val d'Ossola. Anche in Valsesia alcuni gruppi partigiani avevano istituito la Repubblica partigiana della Valsesia

Innanzitutto l'8 novembre del 1943 si ebbe una grande rivolta a Villadossola, guidata da Redimistro Fabbri, che nulla potè contro la potenza delle truppe nazifasciste e repubblichine.

Seguirono poi numerosi episodi di scontri a fuoco tra le parti belligeranti, che provocarono decine di vittime e videro sempre il prevalere delle forze occupanti, nonostante si fosse avviato un canale attraverso il confine svizzero attraverso cui poterono rientrare alcuni partigiani precedentemente fuggiti oltralpe.

L'episodio più cruento risale poi al giugno del 1944, quando ebbe luogo il rastrellamento della Valgrande, un'imponente operazione militare nazifascista che provocò numerosissime vittime sia tra i combattenti sia tra gli alpigiani, in quel periodo intenti a gestire i pascoli e le mandrie negli alpeggi. Alla fine del rastrellamento si contarono circa 300 partigiani morti, 208 baite e stalle incendiate in Val Grande e in Val Pogallo, 50 case danneggiate o distrutte dai bombardamenti.
L'8 Settembre del 1944 alcune brigate partigiane tra cui la "Valdossola" guidate dal comandante Alfredo di Dio, attaccarono alcune truppe fasciste, diedero vita a quella che venne definita "zona libera" e successivamente ribattezzata Repubblica dell'Ossola, il cui confine meridionale si trovava a Ornavasso e si estendeva verso nord fino alla Val Formazza.

In quest'area si diede vita a delle primitive istituzioni democratiche, tra cui una Giunta di Governo provvisoria, guidata da Ettore Tibaldi. Furono poi reintrodotte tutte le libertà soppresse durante il ventennio, tra cui la libertà di espressione e la libertà di stampa. Fondamentale in questo frangente fu anche l'aiuto offerto dalla Svizzera, in particolare per quanto riguarda il sostentamento dei combattenti partigiani, che si trovavano completamente isolati dalle altre guarnigioni attive sul territorio italiano.
La vita della Repubblica dell'Ossola ebbe termine il 23/10 del 1944, quando 5000 uomini delle brigate nazifasciste diedero vita "all'Operazione Avanti" con la quale riconquistarono i territori precedentemente liberati, risalendo fino a Riale e costringendo alla fuga nella vicina Valsesia o in Svizzera della popolazione e dei combattenti ossolani.

 

Infine la Bandiera della Repubblica dell'Ossola, la quale sarebbe stata un tricolore rosso/verde/blu, colori che rispecchiavano le formazioni militari partigiane che avevano partecipato alla liberazione e alla difesa del territorio.

 

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