La leggenda del Pilatus

Il Monte Pilatus

Scendendo dall'Altopiano verso le prealpi lucernesi, la dove si estende quel meraviglioso specchio d'acqua che prende il nome di Lago dei Quattro cantoni, si erge verso il cielo una cima isolata, coperta di neve fino a primavera inoltrata: il Pilatus, alta ben 2132 metri.

La montagna, apparentemente tranquilla con i suoi paesaggi splendidi e le tante attrattive per le famiglie, nasconde diverse e suggestive leggende, che vi racconteremo ora:

 

Il termine Pilatus, come si può ben dedurre che il nome deriva direttamente da Ponzio Pilato il quale, per paura di essere giustiziato dall'imperatore Tiberio, si suicidò ed il suo corpo fu gettato nel Tevere.

Dopo questo atto, Roma fu investita da tempeste violentissime, così che il corpo fu recuperato e abbandonato nel Rodano a Vienna, in segno di disprezzo verso quella città. Seguirono altri cataclismi, così che infine il corpo venne gettato in un piccolo lago che si nasconde tra le cime rocciose del monte che dominava Lucerna, che prese appunto il nome di Pilatus. Ogni venerdì santo,egli emergeva per lavare le sue mani insanguinate, seduto su di un trono ed adornato di una toga color porpora.

Da quel momento la cime della montagna rimase sempre coperta da nubi tempestosi, fulmini e grandine ne martoriavano le rocce, la neve cadeva copiosa anche d'estate.

Queste condizioni meteorologiche danneggiavano i villaggi sorti alle pendici del monte, così che il Vescovo di Lucerna tentò un esorcismo, ma fu costretto a scendere a patti con l'anima d Pilato: questi avrebbe calmato la furia della natura a patto che una volta al mese potesse emergere dal lago sul suo trono, e chiunque l'avesse visto sarebbe morto entro un anno.

Improvvisamente iniziarono a verificarsi nei villaggi casi di morti inspiegabili, mentre di tanto in tanto le tempeste tornavano a colpire la vetta del monte: erano causate da coloro che, beffandosi dell'anima di Pilato, salivano al lago per gettarvi delle pietre.

Fu così che le autorità proibirono l'accesso al Pilatus, che rimase così terra di nessuno per decenni.

Per moltissimi anni quindi nessuno osò scalare questa montagna; si dovette aspettare il 1585, quando il curato di Lucerna assieme ad un gruppo di coraggiosi decise di raggiungere il lago per sfidare lo spirito maligno e spezzare finalmente la maledizione.

La vetta del Monte Pilatus fu raggiunta e la sua conquista venne annunciata tramite il suono dell'Alpenhorn, in una splendida giornata di sole che iniziò e si concluse limpida e serena.

 

Sul Monte Pilatus si raccontano anche svariate leggende sui Draghi, secondo diverse leggende popolari pare che il luogo fosse abitato da queste terribili creature, scopriamone alcune :

 

Il monte era infatti nei tempi antichi abitato da spaventosi draghi; nell'estate del 1421, uno di essi si stava aggirando nei pressi del Monte quando cadde rovinosamente a terra nei pressi di un contadino.

L'uomo rimasto paralizzato per la parola faticò a scappare e trovo nei pressi della creatura un grumo di sangue e la potentissima pietra del Drago. Solo nei primi del 1500 si scoprì che questa pietra aveva dei poteri curativi veramente sorprendenti.

 

Il secondo racconto ha invece come protagonista un giovane ragazzo, che durante una passeggiata cadde in una grotta profondissima abitata da due draghi. Per sua fortuna non lo uccisero.

Passò l'inverno e arrivò la primavera, uno dei draghi prese il volo e uscì dalla grotta; il secondo invece protese al giovane la sua coda, invitandolo ad aggrapparsi, anch'esso prese quindi il volo trasportando fuori dalla grotta al sicuro il giovane ragazzo.

 

Leggende a parte ora il Monte Pilatus (2132 mt. di quota) si è trasformata in capitale tecnologica d'alta quota; la cima può essere raggiunta oltre che da un tranino a cremagliera ( il più ripido al mondo, con pendenze di 48% e lunga ben 4km) anche tramite una recentissima e futuristica funivia, la Dragon Ride, che collega Frakmuntegg a Pilatus Kulm

La funivia oltre ad avere un design veramente accattivante è molto veloce e dotata di finestroni che permettono una visuale a 360° del panorama.

Una volta raggiunta la cima la visuale è davvero unica, si ha infatti un panorama su ben 73 vette alpine

 

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