Les Aguilles du Dru, pareti che hanno scritto la storia

Aguilles du Dru

Il nome delle Aguilles du Dru (dette anche Les Dru), ciclopica piramide rocciosa situata nel gruppo del Monte Bianco nelle Alpi Graie, è strettamente legato al nome di Walter Bonatti, che su queste pareti compì con il suo "pendolo", una delle imprese più popolari della storia dell'alpinismo mondiale.

 

Visibili da tutta la vallata di Chamonix ma soprattutto dal Montenvers, i Drus sono considerati da più parti tra le vette più belle del mondo.

Dal punto di vista fisico, due sono le vette riconoscibili: il Grand Dru (3754m) e il Petit Dru (3733), separati dalla Brèche des Drus.

La parete ovest, alta oltre 1100 metri, che si eleva dal minuscolo Ghiacciaio dei Drus, è costituita da enormi lastroni ed è continuamente sottoposta a crolli; la parete nord, invece, più scura e austera, è caratterizzata dalla celebre Niche des Drus, nicchia occupata sul fondo da un  ghiacciaio pensile.

Aguilles du Dru

 

Per quanto riguarda la storia alpinistica dei Drus, a causa delle notevoli difficoltà tecniche che caratterizzano le principali vie, possiamo datarne l'inizio nel 1878, molto tardi rispetto alle altre cime della regione, quando il 12 Settembre una cordata inglese raggiunse la cima del Grand Dru.

Un anno più tardi, il 29 Agosto 1879 fu la volta del Petit Dru, vinto da una celebre guida di Chamonix: Jean Charlet Straton; questi riuscì a vincere difficoltà estreme per l'epoca grazie ad un intelligente uso della piccozza e ad una rudimentale tecnica di corda doppia.

Una decina di anni più tardi, a cavallo del nuovo secolo, fu compiuta anche la traversata tra le due cime, impresa di non poco conto a cause delle pareti verticali che collegano le vette alla Brèche des Drus.

Nei primi decenni del 900 si susseguirono i primi tentativi anche sulle pareti nord e sud, ma il più importante evento alpinistico legato a questa cima risale al 17 Agosto 1955 ed ha come protagonista Walter Bonatti.

Dopo sei giorni di estenuante scalata, l'alpinista italiano riuscì a vincere il Pilastro Sudovest, da allora rinominato Pilier Bonatti (600 m/TD+, A1), superando passaggi di difficoltà estrema e ricorrendo a tecniche pericolosissime come il celebre pendolo utilizzato per superare una grande arcata strapiombante nella parte alta del Pilastro.

 

Numerose frane nel corso degli anni hanno interessato la formidabile Parete Ovest, in particolare si sono registrati distacchi negli anni nel 1997, 2003, 2005 e 2011

La più rovinosa è stata quella del 2005, nella quale il Pilier Bonatti è per buona parte crollato e quindi non più accessibile; esso è stato tuttavia per molti anni meta di numerose cordate, che hanno contribuito alla fitta chiodatura che lo ha fatto ribattezzare dai critici francesi "l'autoroute du sud". 

 

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