La conquista del Monte Bianco

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Passeggiando per la piazza centrale di Chamonix, non si può di certo fare a meno di osservare la statua che, posta al centro, rappresenta due uomini, uno dei quali indica all'altro con il braccio teso la vetta del Monte Bianco.

Sicuramente molti dei passanti non hanno la minima idea di chi rappresenti il monumento: si tratta del giovane Jacques Balmat (24anni, di professione cercatore di cristalli) e di Horace-Bénédict de Saussure: il primo sta mostrando al secondo la via di salita per la vetta del Monte Bianco.

 

Si tratta dei primi due conquistatori della vetta più alta delle Alpi. Correva l'anno 1786 quando, Horace Bénedict De Saussure, naturalista ginevrino, mise in piedi una sorta di concorso per chi si fosse offerto di portare sulla cima più alta d'Italia il suo barometro e compiere delle misurazioni, merito compenso un premio di tre ghinee a chi lo avesse scalato.

Il giovane Paccard, aiutato dall'ex cercatore d'oro Jacques Balmat raccolse la sfida e, armato di scarpe chiodate, un paio di bastoni appuntiti e vestiti pesanti, decise di attaccare la vetta. I due risalirono i ripidi pendii del versante francese sfidando le valanghe e rischiando di precipitare nei crepacci ricoperti da un leggero strato di neve fresca. La fatica e l'altitudine colpirono soprattutto il portatore Jacques Balmat il quale fu costretto a cedere a Paccard parte del carico che stava trasportando e arrivò in cima stremato, tempo dopo il suo compagno di salita. L'impresa fu portata a termine in 14 ore, sotto l'occhio vigile di De Saussure e altri curiosi che osservarono l'intero percorso di salita con un cannocchiale dalla piazza di Chamonix, annotando su un taccuino i progressi.

In vetta i due vi restarono circa 34 minuti, tempo utile per effettuare le misurazioni barometriche con il Barometro di Torricelli, confermando così anche la teoria sulla riduzione esponenziale della pressione al crescere dell'altitudine e stimando l'altezza dello stesso Monte Bianco.

Anche il ginevrino De Saussure volle raggiungere la vetta del Bianco, Balmat si offrì di accompagnarlo coronando il suo sogno; lo scienziato per effettuare le proprie misurazioni si servì anche di 18 guide che trasportavano cibo, bevande, scale a pioli, un letto, una stufa e un laboratorio scientifico

La storia della conquista del Monte Bianco tuttavia non finisce qui; l'impresa fu infatti seguita da roventi polemiche, scatenate da un tale Theodore Brunit, giornalista ginevrino a amante della montagna, che non riusciva a tollerare il fatto che un giovane medico di Chamonix gli avesse rubato il primato di raggiungere la vetta del Bianco. Brunit organizzò così un'opera diffamatoria contro Paccard, diffondendo la notizia che il vero conquistatore del Monte Bianco sarebbe stato de Saussurre con Balmat che faceva da guida.

Nonostante la strenua difesa del medico di Chamonix e le stesse affermazioni di Balmat con le quali confermava la propria débacle nella parte finale dell'ascesa, l'infamia nei confronti di Paccard proseguì negli anni fin dopo la sua morte, quando dopo il ritrovamento del diario del barone A. Von Gersdorff (primi del '900), il primato sarà definitivamente riconosciuto a Paccard.

La statua presente nel centro di Chamonix, vista ogni giorno da migliaia di persone, testimonia questa grande impresa

 

Quasi cent'anni dopo alla prima salita, precisamente nel 1876, arriva la prima ascensione invernale assoluta, precisamente il 31 gennaio.

La prima traversata invernale fu compiuta invece il 5 gennaio 1887

La prima donna a raggiungere la cima fu Marie Paradis il 14 luglio 1808 accompagnata dal figlio Gédéon di 14 anni e da Jacques Balmat come guida. L'impresa le valse l'appellativo di Marie du Mont Blanc e ancora oggi la possiamo vedere ritratta in fotografie dell'epoca con un curioso abbigliamento