Sicurezza in montagna: soccorsi a pagamento in caso di negligenza

E' un argomento discusso già da molto tempo, ma dopo mesi e mesi di parole l'11 febbraio scorso è stato approvato in Regione Lombardia il disegno di legge sulla sicurezza in montagna, portato avanti dalla consigliera regionale, nonchè ex sciatrice azzurra, Lara Magoni.

Secondo la bozza del provvedimento, le prestazioni di soccorso in montagna saranno garantite a tutti, ma saranno soggette al rimborso delle spese sostenute nei soccorsi montagnacasi in cui 'intervento non sia dovuto a fatalità ma a negligenza da parte della vittima. In poche parole, il classico alpinista della domenica sorpreso in mocassini su una ferrata, o il ragazzino che vuole fare il freeride e finisce in un canale che scarica a valle, sono le categorie a cui la legge è indirizzata.; il tutto gestito da una apposita commissione che dovrà decidere, dopo ogni intervento, se questo sia stato una semplice disgrazia, oppure se la vittima abbia avuto una colpa, in parole povere "andandosela a cercare"; nel secondo caso scatterebbe la richiesta di rimborso.

Concetto giustissimo. Ma chi farà parte della commissione? qualora fosse composta da gente che conosce la montagna, guide alpine, membri del cnsas, non ci sarebbe problema; ma se nella commissione giudicante venisse inserito qualche politico, qualcuno a cui manca una poltrona, magari una persona che non è mai stata in vita sua su una montagna e giudica in base al sentire popolare? allora chiunque finirà sotto una valanga sarà accusato di essere assassino, qualunque alpinista in difficoltà verrà accusato di "essersela cercata"; "se fosse stato a casa sua non sarebbe successo nulla".

Il rischio che accada questo è molto alto, e sarebbe la fine dell'alpinismo, inteso come amore per la montagna, conseguente assunzione di responsabilità e conoscenza dei limiti. Il discorso, per chi frequenta la montagna, è trito e ritrito: se una condizione è pericolosa, la devo evitare in quanto persona dotata di intelletto e capacità di valutazione, non perchè qualcuno me lo vieta. Molti non ci avranno fatto caso, ma c'è un altro spunto di riflessione in questa vicenda. Ok, vogliamo limitare gli incidenti in montagna e scoraggiare i negligenti; ma al di fuori della montagna? questo principio viene applicato anche per gli incidenti stradali, il soccorso nelle nostre città, le manifestazioni sportive? allo stato attuale assolutamente no, vale solo per la montagna, il posto dove, all'occhio dei più, vanno solo i "pazzi incoscienti".

 

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