Scarsità di neve: gli impiantisti lombardi in crisi corrono ai ripari

E' una situazione di emergenza quella della Lombardia, dove la maggior parte delle località sciistica sta soffrendo da inizio stagione per la carenza di neve.

Nonostante, infatti, le nevicate di inizio anno, le prospettive meteorologiche non sono rassicuranti, e di certo non poca neve in lombardiariusciranno a recuperare le perdite del periodo natalizio. Nei giorni scorso molte stazioni hanno chiesto lo stato di calamità naturale: alle basse quote gli impianti non possono funzionare causa la totale assenza di neve, mentre le zone che si possono permettere piste a quote più elevate devono fare i conti con i costi per la produzione di neve artificiale, spesso non sufficiente a garantire la sicurezza dei tracciati.

Per questo motivo qualcosa sembra muoversi nella direzione di un nuovo tipo di politica del turismo montano: la stagione invernale non devo più essere vista solo come stagione sciistica, ma devono essere incentivate anche altre tipologie di attività, in grado di ammortizzare le perdite in caso di mancanza di neve.

Per questo motivo la Regione aveva già stanziato cinque miliardi di euro per lo sviluppo di impianti fruibili anche nelle altre stagione, ma anche per sostegno all'agricoltura e alla pastorizia, attività in grado di plasmare il paesaggio salvando molte area dal rimboschimento selvaggio e rendendole quindi maggiormente fruibili dal punto di vista turistico.

Si tratta comunque di progetti a lungo termine, che necessitano di convinzione e costanza nel loro sviluppo, e che potranno dare frutti solamente nelle stagioni future. Per quest'anno, salvo importanti stravolgimenti meteorologi, il trend al ribasso sembra essere quasi una certezza.

 

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