Passo San Pellegrino da Moena (Tn)

All'apparenza il Passo San Pellegrino può sembrare un valico "minore" se paragonato con i suoi vicini più illustri come il Sella e il Pordoi. Tuttavia, tra quegli enormi prati che ispirano pace e tranquillità, si snoda una salita che, se fatta pedalando, si rivela tutt'altri che banale, su entrambi i versanti.

Il Passo San Pellegrino (1918 m) ha inizio a Moena (1200 m), il paese principale della valle, è lungo circa 11.5 km ed ha un dislivello di 700 m. Partendo dal centro del paese si segue per un breve tratto la SR 48 e quindi si imbocca la SS 346; dopo neanche 100 metri la strada curva decisa a destra ed ha inizio l’ascesa. Le pendenze sono subito impegnative, tra il 9 e il 10%, ma, essendo la salita appena iniziata, si hanno energie a sufficienza per pedalare con una certa disinvoltura. In ogni caso la velocità in questo tratto oscilla intorno agli 10-12 km/h ed i battiti del cuore incrementano notevolmente. Questo tratto è lungo circa 1 km ed è accompagnato da tre tornanti; è bene gustarseli al meglio perché da quel punto la strada prosegue, ad eccezione di qualche curva, in modo pressoché rettilineo fino al Passo! Fortunatamente, superato il terzo tornante, la pendenza cala velocemente intorno al 4-5% ed è possibile innestare un rapporto più duro, riprendere fiato e rilassare un po’ le gambe. Ci si lascia alle spalle il paese di Moena e con esso anche una bella visuale sulla Val di Fassa, e ci si addentra lentamente nel bosco. Dopo un paio di km si passa sotto le telecabine del Lusia e la salita si fa un po’ più faticosa, ma pedalabile. Quindi si curva a sinistra attraversando il Rio S. Pellegrino ed il bosco si fa sempre più fitto. E’ giunto il momento di preparare le gambe al tratto più impegnativo di tutti; presto infatti si incontra un cartello che indica pendenze del 14%. Questo tratto molto impegnativo è lungo circa 1.5 km ma non vi spaventate poiché le pendenze non sono costantemente del 14%. Il tratto più duro sono i primi 500 metri, poi la pendenza diminuisce leggermente e, pur mantenendosi non inferiore al 10%, si riesce a pedalare un po’ meglio. All’inizio di questo difficile tratto si avverte immediatamente il forte cambio di pendenza e i pedali sembrano non voler più girare come prima. Specialmente se non si è al top della forma è importante non esagerare, proseguendo regolari, anche intorno agli 8 km/h, altrimenti si rischia di piantarsi. Questa parte termina nel momento in cui il bosco lascia parzialmente posto ai prati e si entra nella Valle del San Pellegrino. Le pendenze si riducono molto e inizialmente si ha l’impressione di essere quasi in pianura, anche se in realtà si continua a salire. La strada prosegue sempre con pochissime curve fino a formare, ad un certo punto, un vero e proprio “drittone” che non lascia presagire niente di buono. In effetti la salita si fa più dura e nell’ultimo tratto le pendenze tornano intorno al 10%. Alla fine del “drittone” si ha l’impressione di essere giunti al Passo ma in realtà mancano ancora 3 km. Di nuovo la strada spiana “clamorosamente” e, se si ha ancora molta energia nei muscoli, è possibile raggiungere in alcuni tratti anche i 20 km/h…ma non è finita. C’è ancora una rampa impegnativa da superare, anche se meno severa delle altre (circa 8-9%). Al suo culmine si incontra finalmente il cartello con la scritta “Passo San Pellegrino – 1918 m” ma inspiegabilmente la strada continua a salire, seppur abbastanza dolcemente, per ancora un chilometro. Solo a questo punto ci si trova veramente in corrispondenza del Passo e purtroppo non c’è nessun cartello a segnalarlo. Devo ammettere che se si sta facendo la salita per la prima volta si rimane un po’ delusi ma in ogni caso la scalata è stata conclusa vittoriosamente. Sarà il male di dover tornare un po’ indietro se si vuole una foto ricordo con il cartello che segnala il Passo.


 

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