La leggenda dei Monti Pallidi

I Monti Pallidi

I più bei luoghi del Trentino, tra questi sicuramente le Dolomiti, hanno sempre affascinato la mente dell’uomo ed ispirato entusiasmanti leggende.

Quella di cui vi parliamo qui è una storia che piacerà agli amanti delle montagne: si tratta della Leggenda dei “Monti Pallidi”, una delle tante leggende delle Dolomiti. Leggiamola insieme :

 

In un tempo molto, molto lontano, le Dolomiti, che oggi chiamiamo anche Monti Pallidi, erano in realtà delle cime cupe ed inquietanti, che di notte si confondevano con l'oscurità delle tenebre.

Il re che comandava questo regno aveva una figlia bellissima, la quale però si sentiva oppressa e soffocata da quelle guglie oscure che la circondavano; solamente nelle notti invernali di luna piena provava un po' di sollievo, in quanto il candore della neve veniva acceso dai raggi di luna, riflettendo una pallida luce su tutto il regno che veniva così illuminato

Il Re era perennemente triste e preoccupato, non sopportava di vedere la sua figlia così affranta; le cose non andavano bene anche per tutto il regno, in quanto anche gli abitanti ne risentivano di questa malinconia generale.

 

Un giorno il re, passeggiando per i boschi al chiaro della luna, incontrò un nano, il quale vistolo preoccupato lo fermò e gli disse: "Caro sovrano di questo bellissimo regno, io so perchè sei così cupo e triste: tua figlia sta male, e tu la ami talmente tanto che faresti qualsiasi cosa per vederla guarire. Io ho la soluzione al tuo problema: se tu permetterai a noi nani in fuga dai nostro nemici di insediarci nel tuo reame, entro il prossimo plenilunio io saprò ridare la gioia di vivere a tua figlia. Stai tranquillo, noi ci insedieremo nelle foreste e nei pascoli alti, vicino alle vette dei monti, non disturberemo i tuoi sudditi nelle vallate".

Il Re rimase turbato nel sentire queste parole, ma la disperazione era tale che lo porto ad accettare il patto.

I nani quindi giunsero nel regno delle Dolomiti, ed iniziarono a costruire le loro case alla base delle ripide pareti rocciose che svettavano verso il cielo.

 

La sera del plenilunio, il Re notò qualcosa di strano: mentre infatti la luna splendeva nel cielo, nei pressi delle cime dei monti brillavano come dei lunghissimi fili scintillanti; questi si muovevano in ogni direzione, salendo verso il cielo.

Il sovrano chiese quindi al nano che cosa stesse succedendo, e questi gli rispose "Guarda, i miei nani stanno filando i raggi della luna; stai a vedere cosa succederà". Pian piano i fili luccicanti che partivano dalle cime dei monti iniziarono ad unirsi, creando una sorta di intreccio. "Dopo averli filati, i miei sudditi li avvolgono in gomitoli e ne fanno tessuto", aggiunse il nano.

Fu così infatti che l'intreccio divenne sempre più fitto fino a diventare una sorta di candido velo che si depositò sopra le vette oscure, facendole così apparire candide e luminose anche nelle tenebre più profonde.

Il paesaggio era cambiato radicalmente, la Figlia de Re nel vedere questo spettacolo si commosse e parve rinascere: non perdeva più peso, ed il suo umore era nettamente cambiato.

Il Re ritornò quindi a essere felicissimo, anche il suo regno riuscì a superare il periodo di crisi e le cose andarono meglio per tutti !

 

Ancora oggi le dolomiti vengono chiamate Monti Pallidi e, anche durante le oscure notti senza luna, le loro bianche pareti e le cime aguzze risplendono nel buio quasi di luce propria, come nessun'altra montagna al mondo riesce a fare.


 

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