La Casciarina di Cuca

Casciarina di Cuca

 

Vi raccontiamo una leggenda ambientata nel cuore delle Dolomiti e precisamente nella Val Gardena, mettetevi comodi e godetevi la lettura :

 

Tempo fa, viveva in val Gardena un cacciatore fenomenale: si chiamava Cristl da Coi e di lui si narrava che in tutta la sua vita aveva mancato solamente due bersagli durante le battute di caccia, riuscendo a portare a casa esemplari di grande valore.

Un pomeriggio d'autunno, Cristl si trovava a cacciare caprioli sulla Stevìà, risalì fino al Col da Pieres ma per tutto il tempo non vide nemmeno un capriolo. Decise quindi di scendere dalla Forcella della Piza verso il fiume Ncisles; arrivato nel fondovalle, scorse tra gli arbusti un giovane camoscio e non perse l'occasione: si appostò e fece partire il colpo.

L'animale fu preso di striscio e per lo spavento iniziò a correre verso Pieralongia e Cuca, e Cristl decise di seguirne le impronte sul leggero velo di neve appena caduto.

Le ore passarano rapidamente e ben presto giunse la sera e Cristl fu costretto a bivaccare in una vecchia baita abbandonata nei pressi di Cuca.

Sdraiato nel fienile, ad un certo punto sentì qualcuno entrare nella costruzione: spiò tra le assi e vide una bellissima  ragazza, la quale accese un fuoco e con una piccola padella iniziò a cucinare la “Schufa” ( detta anche Mosa Trentina, ovvero una sorta di zuppa). "Vieni a cena ragazzo" disse all'improvviso la giovane; Cristl rimase paralizzato dalla paura; "Coraggio vieni a mangiare, è quasi pronto" ripetè la ragazza.

A quel punto Cristl si alzò e si avvicinò alla bella creatura, si sedette e mangiò insieme a lei. Il ragazzo era talmente intimorito e spaventato che non pronunciò neanche una parola, finita la cena silenziosa egli tornò pensieroso nel fienile.

Ad un tratto, sentì che la giovane nell'altra stanza stava piangendo. "Cosa ti succede?" chiese Cristl incuriosito "Se solo mi avessi detto grazie per la cena, sarei stata liberata dall'incantesimo che mi rende prigioniera, ma non l'hai fatto".

La giovane, un tempo, era una malgara in una baita di Cuca, dalla quale però rubava ogni settimana latte e formaggio, che passava poi ad un giovanotto di Selva. Scoperto il furto, il padrone la punì con un terribile incantesimo: solamente ricevendo parole di ringraziamento da un giovane non sposato il primo giovedì dell'Avvento dopo una nevicata, avrebbe potuto essere liberata dalla magia; in caso contrario, avrebbe vagato per sempre sui pascoli di Cuca, nella vana ricerca di un salvatore.

Cristl rimase affranto nel conoscere questa storia, e promise alla giovane che avrebbe fatto di tutto per liberarla, tornando in quel luogo ogni primo giovedi dell'Avvento.

L'anno successivo Cristl tornò a Cuca, ma non riuscì a trovare la baita; non ricordava più il luogo esatto, e la stessa cosa successe gli anni successivi.

 

Così Cristl non potè fare nulla per salvare la giovane Casciarina di Cuca (casara di Cuca), che ancora oggi, probabilmente, vaga disperata tra i fienili tra il Seceda e Pieralongia, offrendo i propri servizi ai giovani che trascorrono la notte lassù, nella speranza di un segno di ringraziamento che possa restituirle la libertà.

 

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