La Nord Est del Pizzo Badile, un'impresa eroica

nord est pizzo badile

 

Il Pizzo Badile è una cima imponente, maestosa, su cui è stata scritta una pagina importante della storia dell'alpinismo, ma che difficilmente rientra nei discorsi della gente comune, dei non addetti ai lavori, di coloro che frequentano solo la montagna "pubblicizzata", o meglio quella "dove nevica firmato", tanto per citare Mauro Corona.

Il Badile (3308 mt.), situato tra la val Masino in provincia di Sondrio e la val Bondasca, compare all'improvviso sulla strada che da Chiavenna conduce verso il Passo Maloia e la sua mole domina la scena del Rifugio Sciora, uno dei più spettacolari dalle Alpi.

La prima ascensione fu compiuta il 27 luglio 1867 da William Auguste Coolidge con i suoi compagni di cordata Francois e Henry Dévouassoud, per il versante sud

 

La conquista della Nord Est del Badile, invece, è stata una delle imprese più estreme dell'alpinismo del secolo scorso ed ha avuto come protagonista uno dei re indiscussi della scena alpinistica italiana: Riccardo Cassin.

Si tratta di una parete verticale di oltre 800 metri, dove la levigatezza delle rocce rende praticamente impossibile qualsiasi ascensione in seguito a piogge o nevicate, in quanto la parete risulterebbe estremamente scivolosa. Riccardo Cassin attaccò la Nord Est del Badile il 14 luglio del 1937, insieme ai compagni Gino Esposito e Vittorio Ratti; nello stesso tempo, altri due alpinisti avevano deciso di raggiungere la vetta da quel versante, i comaschi Mario Molteni e Giuseppe Valsecchi; i due però erano mal equipaggiati oltre che molto meno esperti rispetto alla cordata di Cassin, così che gli chiesero se potevano unirsi a loro nella salita, altrimenti avrebbero dovuto ritirarsi.

Cassin accettò, probabilmente sottovalutando il significato che ha il portarsi in parete due persone poco esperte e per nulla equipaggiate. La salita della Nord Est durò tre giorni, i bivacchi in parete diventavano sempre più estremi, e più di una volta il gruppo fu colpito da violenti temporali. Raggiunsero la vetta il 16 luglio durante una forte nevicata, ma il prezzo da pagare per l'impresa fu molto alto: Moltreni e Valsecchi infatti non sopravvissero alle intemperie, al freddo e allo sforzo estremo, e persero la vita durante la fase terminale della discesa.

Cassin e gli altri due compagni riuscirono alla fine a trovare la salvezza scendendo per la via normale, la Parete Sud, e rientrando rapidamente al Rifugio Sciora.

Nel 1987, all'età di 78 anni, Riccardo Cassin volle ripetere la storica via da lui aperta, raggiungendo la vetta del Badile con indosso il mitico maglione rosso dei Ragni di Lecco, un'impresa che rimarrà per sempre negli annali dell'alpinismo mondiale.

 

La Via Cassin fu ripetuta anche nel 1952, quando il mitico Hermann Buhl, partito in bicicletta da Landeck nel Tirolo, percorse la via Cassin in solitaria (impiegando 4 ore e 30 minuti) e tornò a casa sempre in bicicletta lo stesso weekend

Nel 1968 arriva la prima ripetizione invernale; mentre in tempi recenti, nel 1981 la prima ripetizione invernale in solitaria realizzata da Rossano Libera.

 

La parete Nord-Est è stata inoltre costellata di altre importanti vie come la Via Corti-Battaglia (anno 1953), la Via degli Inglesi (anno 1968) e la Via del Fratello (anno 1970)


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