Codera, il paese che non c'è

Codera

Situato in cima a profondi precipizi, incassato in una vallata che si raggiunge solo con due ore di cammino o in elicottero, il piccolo borgo di Codera, frazione di Novate Mezzola, è un "paese che non c'è": nessuno immaginerebbe infatti che in una simile vallata, solcata nella sua parte più bassa da profondi dirupi, potesse sorgere un vero e proprio paese, abitato anche durante tutto l'anno da poche  ma perseveranti persone.

La Val Codera, che è una valle laterale della Valchiavenna, deve il suo nome al torrente Codera, che poi sfocerà nel Lago di Mezzola; dal punto di vista paesaggistico è veramente importante, possiamo ammirare da vicino il Pizzo Badile e il Pizzo Cengalo.

La mancanza di una strada è uno dei principali problemi della piccola comunità, anche se la maggioranza dei membri sembra essere favorevole al mantenimento dell'isolamento, preservando così atmosfere e valori che scomparirebbero con il sopraggiungere di auto e jeep.

L'approvigionamento del borgo è attualmente garantito da una lunga teleferica che sale da valle, oppure dal lungo e spettacolare sentiero scavato in parte nella roccia che da Novate Mezzola conduce in due ore al piccolo centro.

Le possibilità di raggiungere il centro abitato a piedi sono infatti due:

Il primo parte dalla località di Mezzoalpiano, dal parcheggio delle auto si stacca quindi un sentiero ripido e a gradoni che con una serie di tornanti conduce prima al centro abitato di Avedée, da dove prosegue con un lieve declivio fino all'abitato di Codera.

La seconda possibilità è il celebre e famoso Tracciolino (parte dall'abitato di Castén, nella Valle dei Ratti), costruito per la manutenzione dei molteplici impianti idroelettrici della valle, si tratta di un percorso pianeggiante perfetto da percorrere con le Bici.

 

La Val Codera, viene menzionata anche da Leonardo Da Vinci nel Codice Atlantico, il maesto la menziona infatti come una valle dal carattere aspro e selvaggio.

La Valle fu anche passaggio anche di Celti, Romani e vari popoli barbari; ne abbiamo una testimonianza di alcune incisioni sui massi avello di San Giorgio ai ponti di Codera

Fino al 1933 abitavano stabilmente a Codera e negli altri villaggi della valle oltre 500 persone, oggi ridotte a poche decine di individui. La vecchia scuola, dopo decenni di abbandono, è stata sapientemente recuperata e trasformata in quella che oggi è "La Locanda", punto di ristoro e di pernottamento per i viandanti. La locanda effettua giornalmente (nei periodi invernali solo il fine settimana) piatti della cucina tipica locale e alcuni alimenti anche per vegetariani e celiaci (avvisare prima del passaggio)

Passeggiando per il paese, è possibile trovare tracce del passato come il vecchio Oratorio, la Chiesa Parrocchiale con il campanile isolato, oppure il cimitero, posto all'ingresso del paese venendo da valle. Codera, e l'intera valle, sono diventate famose per quanto successe durante il periodo del fascismo e la Seconda Guerra Mondiale: proprio qui, infatti, si svolgevano le attività delle Aquile Randage, un gruppo scout clandestino formatosi tra Milano e Monza dopo che il regime aveva fatto confluire tutte le attività giovanili nell'Opera Nazionale Balilla. Questi giovani, che si erano rifiutati di entrare nel meccanismo della dittatura, continuarono in questo mondo isolato le loro attività e, dopo l'armistizio, grazie all'aiuto di valligiani e finanzieri antifascisti, aiutarono nella fuga verso la Svizzera numerosi dissidenti, fornendo loro anche i documenti falsi necessari.

 

Oggi Codera, nonostante rappresenti una vera e propria perla, non è entrata nel circolo delle località montane "alla moda", forse anche perchè qui, ai piedi del Badile, di moda ce n'è veramente poca.

Per condividere lo spirito di questo luogo si spende fatica, ma si viene totalmente ripagati dallo stile di vita che questo paradiso fuori dal mondo sa ancora offrire.

Per tutte le informazioni, eventi o altre curiosità vi invitiamo a visitare il sito dell'Associazione Amici della Val Codera.

 

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