Le miniere del Pian dei Resinelli e di Cortabbio

Miniere Pian dei Resinelli

 

La Lombardia è una delle regioni italiane con il maggior numero di siti minerari, luoghi spesso dimenticati e abbandonati, dove però la roccia trasuda della fatica e della sofferenza degli uomini che laggiù, nelle viscere della montagna, al buio e all'umidità, hanno lavorato per anni.

Oltre alle miniere valtellinesi della Val Malenco e di Frontale, esiste anche un altro sito, a ridosso delle Prealpi, recentemente riscoperto e recuperato grazie all'impegno del Politecnico di Milano: il Parco Minerario del Pian dei Resinelli.

L'attività mineraria della Vasassina è sempre stata molto conosciuta ,tra il 1482 e il 1513 troviamo addirittura alcuni scritti redatti da Leonardo da Vinci, dove il Maestro già conosceva le attività estrattive dei minerali di ferro e galena.

Probabilmente i primi a sfruttarle furono gli etruschi, dopo di loro i celti, poi i romani che tracciarono una vera e propria “via del ferro”.

Le miniere dei Pian dei Resinelli (così chiamati in seguito al cognome della famiglia che ne è stata proprietaria nell’antichità) sono molto antiche, di epoca Rinascimentali, a citarle infatti ci sono alcuni documenti datati 1637

In questo sito sono disponibili km di gallerie, un tempo scavate per l'estrazione del Piombo, un metallo fortemente presente in tutta la Valsassina ed un tempo estremamente importante per lo sviluppo siderurgico Lecchese. Tramite il piombo ricavato dalle rocce di queste montagne iniziò la produzione di armi per il Ducato di Milano, costantemente coinvolto in guerre.

Con il passare del tempo, le miniere dei Resinelli videro l'avanzare della tecnologia e quindi il mutare delle tecniche estrattive, fino all'avvento della dinamite e dei macchinari per l'espulsione degli scarti. I lavoratori di queste miniere venivano retribuiti in base alla quantità di materiale estratto: una parte del compenso era in denaro, una parte in natura e una parte, almeno fino alla fine del 700, in minerale, che poi doveva essere rivenduto da loro stessi per procurarsi il cibo per la famiglia.

Il lavoro del minatore era molto pericoloso, i crolli erano continui e le condizioni di lavoro erano pressochè disumane; inoltre il lavoro del minatore era stagionale, in inverno la temperatura rigida faceva ghiacciare l'acqua e permetteva di addentrarsi nei cunicoli, in estate invece questi uomini si dedicavano principalmente alla pastorizia. La temperatura interna delle gallerie era però quasi sempre intorno ai 10°, una temperatura accettabile tenuto conto che all'esterno si scendeva tranquillamente sotto lo zero.

 

Il complesso è rimasto attivo dal XVI secolo fino alla metà del secolo scorso, da cui si estraeva principalmente Galena Argentifera, minerale da cui si ricava il piombo. Il recupero delle gallerie, permette oggi l'organizzazione di visite guidate al loro interno, occasione sfruttata abbondantemente dalle scuole, ma anche da privati e famiglie.

L'unica miniera tutt'ora operativa è la miniera Anna, dismessa dall'attività mineraria nel 1958, è anche la più antica e accessibile a tutti. La miniera è disposta su due livelli caratterizzati da alternarsi di sali-scendi ed ampie gallerie a corridoi, quasi interamente illuminata rendendola accessibile anche ai bambini con le loro famiglie

Le miniere di Sottocavallo e Silvia, un tempo accessibili al pubbico, ora sono invece chiuse da circa 5 anni.

 

 

Sempre in Valsassina vogliamo parlarvi anche delle Miniere di Cortabbio a Primaluna.

In questo luogo è possibile addentrarsi nel cuore della Grigna sfruttando ben 1km di gallerie perfettamente illuminate ed accessibili.

In questa miniera un tempo si estraeva la barite e il solfato di bario, una sostanza utile e preziosa impiegata per numerosi scopi: dall’industria alimentare a quella della carta, fino all’impiego in campo medico.

Le miniere di Cortabbio sono visitabili con due percorsi principali :

Il Primo che si sviluppa all'interno della Miniera, dove è possibile addentrarsi nelle gallerie e visionare i principali attrezzi utilizzati dal minatori

Un Secondo percorso è invece quello Esterno, percorribile in autonomia seguendo un sentiero escursionistico segnalato che risale il versante della montagna e che passa vicino ai vari imbocchi delle miniere. Si visitano i resti della stazione e la teleferica

Inoltre segnaliamo che dal 2018, questa Miniera, sarà accessibili anche ai disabili con disabilità motoria e ai non vedenti.

 

E' disponibile anche il sito Web principale del Parco Minerario, disponibile a questo indirizzo, dove potrete trovare informazioni sia sulle miniere dei Pian dei Resinelli e anche su quelle di Cortabbio


 

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