Marco Confortola, storia di un amante delle vette

Marco ConfortolaMolto spesso quando si scrivono articoli riguardanti eroi dell'alpinismo si fa riferimento a personaggi del passato, pionieri di nuove tecniche oppure grandi nomi che hanno perso la vita in imprese sensazionali dall'altra parte del mondo. Oggi però vogliamo parlarvi di un grandissimo alpinista che è ancora nel fiore della sua attività, un personaggio di grande forza d'animo e dal fisico potente che ha saputo superare momenti di estrema difficoltà e pericolo: Marco Confortola.

Guida alpina di Santa Caterina Valfurva, è nato il 22 maggio del 1971, è un ragazzo semplice ma estremamente preparato sull'ambiente montano, in cui sguazza fin da quando era bambino; ricordiamo ancora benissimo quando una mattina di qualche anno fa, all'alba, lo abbiamo incontrato sulla terrazza del Rifugio Casati, e lui come se nulla fosse ci dava consigli su quale sentiero seguire per l'escursione che ci aspettava.

Nel 1993 Marco Confortola diventa Guida Alpina, dove opera nel territorio nativo di Santa Caterina Valfurva; due anni dopo nel 1995 prende anche il titolo di maestro di Sci. Proprio in questi anni iniziano le più grandi imprese alpinistiche di Marco Confortola; prima tra tutte, nel 2002, il tanto ambito concatenamento delle 5 pareti Nord: Pizzo Tresero, Pedranzini, Dosegu, San Matteo, Cadini.


E' quasi immediato il lancio nella scena dell'alpinismo internazionale: nel 2004 è stato il primo valtellinese a raggiungere il Tetto del Mondo (completamente senza ossigeno tranne che gli ultimi 500 mt.), seguito negli anni successivi da altri quattro 8000 (Shishsa Pangma nel 2005 e 2006, Annapurna nel 2006, Cho Oyu nel 2007 e Broad Peak nel 2007).

Nel 2008, dopo aver contribuito all'installazione della stazione meteorologica più alta del mondo al Colle Sud dell'Everest, è stato protagonista di una tragica avventura, che ha avuto grande risonanza sui media: dopo aver raggiunto la cima del K2, una valanga nei pressi del cosiddetto "collo di bottiglia" lo costringe ad un terribile bivacco ad oltre 8000 metri; raggiunto con grandi difficoltà il campo base il giorno successivo, subisce l'amputazione per congelamento delle dita dei piedi (dal numero 43 di piede precedente arriva a portare il 35), apprendendo nello stesso tempo che 11 compagni di spedizione avevano perso la vita a causa della valanga stessa.

La vicenda è stata raccontata molto bene nel suo libro "Giorni di ghiaccio", edito da BCD nel 2009.

 

Marco non si perde d'animo e poco tempo dopo è ancora in pista, dapprima come guida alpina nella sua valle, poi di nuovo in Hymalaya dove conquista altri due 8000: il Lhotse nel 2013 e il Manaslu nel 2012. Negli anni successivi Marco Confortola riprende nel pieno delle energie la sua attività alpinistica, nel 2014 si ferma a 200 metri dalla vetta del Kangchenjunga e Il 23 maggio 2016 raggiunge la vetta del Makalu in compagnia del valdostano Marco Camandona.

La sua ultima impresa è quella del 2017 (Maggio) dove conquista la vetta del Dhaulagiri (8167 m).

Proprio su questa montagna a distanza di 3 giorni dalla suo conquista Marco Confortola effettua uno dei suoi soccorsi più incredibili, il 23 Maggio salva ben 7 persone che erano rimaste bloccate e impossibilitate a raggiungere il campo. Marco, rischiando la vita, si propone per tentare una manovra di recupero con la long line ( operatore appeso nel vuoto), fortunatamente va tutto bene e i 7 alpinisti vengono recuperati.

Il 2017 lo vede protagonista anche di una bellissima azione, raccoglie i fondi per ricostruire una scuola in Nepal ( per 200 bambini), distrutta dal terribile terremoto avvenuto 2 anni fa

 

Da grande uomo di montagna, Marco Confortola è anche membro del Soccorso Alpino Valtellinese.

 

 

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