La Calà del Sasso di Asiago

Calà del Sasso Asiago

Uno tra i luoghi meno conosciuti ma sicuramente più ricchi di storia delle Alpi è l'Altopiano dei Sette Comuni, anche noto come Altopiano di Asiago.

Il termine deriva dal fatto che il territorio anticamente era suddiviso in sette circoscrizioni organizzate in una federazione autonoma denominata Federazione dei Sette Comuni.

Proprio in questa zona, lontano dalle grandi località turistiche, si trova un'opera ingegneristica risalente al XIV secolo che ancora oggi stupisce per la sua grandezza: la Calà del Sasso.

 

Si tratta di una lunghissima scala in pietra, composta da 4444 gradini, che superando un dislivello di 744 metri collega il paese di Valstagna con la frazione Sasso di Asiago (in prov. Di Vicenza). La Calà del Sasso risulta così essere la scalinata più lunga d'Italia, nonchè una delle scalinate più lunghe al mondo aperte al pubblico.

La motivazione che spinse gli abitanti della zona a costruire questa imponente opera fu la necessità di trasportare quantità enormi di legname provenienti dall'Altopiano fino all'alveo del fiume Brenta, da dove poi i tronchi venivano trasportati fino a Venezia per essere utilizzati in ambito bellico dalle truppe della Serenissima. A lato della lunghissima scalinata è infatti presente una “cunetta” che aveva proprio la funzione di trascinare e far scivolare agevolmente i tronchi.

Da qui infatti ne deriva il termine “Calà”, riferito appunto al fatto che veniva utilizzata per calare i tronchi.

I boscaioli una volta trasportati i tronchi a valle potevano acquistare nel paese di Valstagna alimenti come sale o farina, i quali dovevano essere necessariamente caricati sulle spalle e trasportati a monte in salita.

Fu realizzata nel XIV sotto il dominio di Gian Galeazzo Visconti, ebbe una grandissima importanza fino al XIX. Successivamente perse di importanza per via di altri collegamenti più moderni a veloci, come la rotabile del Costo (ora Strada Statale 349), costruita nel 1850, e la vicina ferrovia Rocchette-Asiago, costruita nei primi del '900.


Oggi la calà del Sasso è un percorso turistico di estremo interesse, percorribile in circa due ore in salita ed opportunamente segnalato sulle cartine escursionistiche (segnavia numero 778). Consigliamo di percorrere il percorso non nei periodi invernali per presenza di neve e ghiaccio.

Alcuni gradini sono stati ormai erosi dal passare del tempo, ad ogni modo il percorso è ancora chiaramente visibile con alcuni tratti veramente ben conservati.


Sulla Calà del Sasso sono state scritte anche alcune leggende, la principale è quella certamente dei due fidanzati Loretta e Nicolò, abitanti di Sasso. I due ragazzi sono prossimi al matrimonio e purtroppo vengono colpiti da sventura, Loretta che aspetta un figlio si ammala gravemente e necessita di un unguento. Nicolò si avvia verso Padova a cavallo, nonostante la sua velocità il tempo passa inesorabile e il ragazzo torna ormai nel cuore della notte. Giunto a Valsagna Nicolò viene scortato da alcuni uomini muniti di torce, anche dal suo paese di Sasso un gruppo di persone con delle torce sta scendendo a cercare il giovane.

Il Gruppo si incontra e la storia finisce a lieto fine, gli abitanti dei due paesi collaborano e l'unguento finisce nelle mani di Loretta.

 

In memoria di questa storia, ogni anno (la seconda domenica di Agosto) viene organizzata una fiaccolata che da Valstagna risale l'intera scalinata fino a Sasso. Manifestazione che risulta essere molto spettacolare e segnalata sui siti internet e dai manifesti stradali.

 

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