La guerra di mine del Lagazuoi

Guerra di mine LagazuoiLa parete verticale del Lagazuoi che si erge imponente dal Passo Falzarego verso la Val Badia, è situata all'interno delle Dolomiti Orientali di Badia. Questa montagna, la quale è contraddistinta da due rilievi principali ben distinti (Piccolo Lagazuoi 2778 mt. e il Grande Lagazuoi 2835 mt.) può essere considerata oggi come un vero e proprio monumento alla memoria della Grande Guerra.

 

In questa zona delle Dolomiti, a partire dal 1915 al 1917 durante il periodo della Prima Guerra Mondiale, le milizie italiane e austro-ungariche rimasero a strettissimo contatto: gli asburgici avevano infatti fortificato la linea dal Passo Valparola con una serie di forti difensivi, mentre il Falzarego era stato occupato dagli italiani in seguito alla conquista di Cortina.

Non riuscendo a prevalere con i combattimenti frontali sulle difese austriache, gli italiani decisero quindi di impegnarsi in una pericolosa guerra di mine, che doveva avere lo scopo di far saltare in aria o di seppellire le posizioni avversarie.

Iniziarono così lunghissimi lavori di scavo di gallerie all'interno del Lagazuoi. obiettivo principale era la conquista dell'anticima del Piccolo Lagazuoi, sulla quale si trovava una postazione austriaca. La conquista delle viscere della montagna fu molto lenta e costò numerose perdite di vite umane: a fatica le truppe italiane, tra il 18 e il 19 ottobre 1915, riuscirono a conquistare una postazione lungo una piccola cengia, che attraversava la parete da ovest a est, oggi ancora ben visibile, poi denominata Cengia Martini, in onore all'ufficiale italiano che condusse l'impresa.

L'esercito austriaco non stava però a guardare, e dal suo versante inizio anch'esso un'operazione di scavo nel cuore del Lagazuoi; gli uomini impegnati a picconare la roccia nel buio delle caverne sentivano chiaramente il rumore dei picconi del nemico, che scavava spesso a pochi metri di distanza.

Furono parecchie le mine fatte esplodere dai soldati austro ungarici, che cercavano di distruggere le postazioni italiane sulle Cengia Martini; in particolare gli austriaci fecero esplodere tre mine, la più potente delle quali il 22 maggio 1917 distrusse una parte della parete alta 199 metri e larga 136. Nonostante ciò, le posizioni italiane sulla cengia non vennero abbandonate.

Dal punto di vista italiano non si ebbero maggiori successi: una volta espugnata l'anticima del Piccolo Lagazuoi tramite una galleria di oltre 200 metri, il 20 giugno 1917 fecero brillare sotto di essa 32.664 chili di esplosivo occupandola.

Gli eventi bellici che seguirono la disfatta di Caporetto costrinsero i soldati italiani ad abbandonare le postazioni e ritirarsi lungo la linea del Piave.

Il Lagazuoi, con le sue gallerie e i resti dei suoi baraccamenti, è ancora oggi visitabile attraverso un percorso un galleria (ristrutturate aperte al pubblico e liberamente visitabili) che percorre luoghi ancora impregnati della sofferenza e della miseria che centinaia di uomini di entrambe le fazioni dovettero patire ormai un secolo fa.

 

Attualmente il massiccio è dotato di una funivia che conduce fino al Piccolo Lagazuoi, direttamente nei pressi dell'omonimo Rifugio Lagazuoi (2.752 m). Dalla struttura partono svariati sentieri, mulattiere e Vie Ferrate che costituiscono un vero paradiso per gli amanti della montagna.

Rifugio Diavolezza

 

 

 

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