La principessa stregata del Sassolungo, leggende dolomitiche

Usignolo - photo by concettaflore.blogspot.comUn giorno ai piedi del Sassolungo abitava una bellissima principessa, lei aveva un cuore buono e si aggirava per la valle con l'intendo di aiutare gli altri e fare del bene. Un giorno vide un ragazzotto che si muoveva animatamente nei pressi di un cespuglio, pensando ci fosse un nido corse a scacciare il giovane, e infatti da li dopo pochi secondi uscì spaventato un piccolo usignolo. La ragazza felice del suo gesto si stava allontanando quando il piccolo volatile le parlò in lingua umana, la ragazza rimase sconcertata e ascoltò il messaggio dell'animale: " Mi hai salvato, voglio esserti riconoscente, per ringraziarti ti conferisco il potere di trasformarti in usignolo quando vorrai, ma attenta ! Solo la morte di una persona potrà farti perdere questo potere e poi non potrai più trasformarti".

La ragazza si allontanò felice, la sera stessa desiderò molto diventare un usignolo e così si concentrò e divenne un piccolo e grazioso uccellino, volò per tutta la sera nel giardino e ne uscì un gorgheggio così bello che non se ne erano mai uditi di simili. Nei giorni successivi provò anche a volare in tutta la valle, e arrivò perfino ad udire i discorsi degli altri animali, visto che ormai capiva perfettamente il loro linguaggio.

Un giorno sentì un gruppo di corvi che parlavano di un principe che viveva in un castello vicino la Val Gardena, in una foresta chiamata Vallenosa. Il giovane era un'abilissimo cacciatore, ma non era mai uscito in tutta la sua vita dalla valle e non sapeva neanche cosa fosse una donna. La giovane incuriosita volò fino al castello, e lo vide, lei per attirare la sua attenzione iniziò a cantare nel modo più bello possibile, e il giovane ne rimase completamente affascinato. Nei giorni successivi lei faceva visita al castello, e ogni volta che il ragazzo udiva quell'usignolo cantare si fermava dal lavoro e rimaneva incanto nell'ascoltarlo.

Convinto di essere pazzo si recò dal saggio del villaggio, e gli disse di essere malato, non aveva più voglia di fare il cacciatore ed era perennemente triste, aggiunse anche che passava le sue intere giornate ad attendere il canto di un fantomatico usignolo, il quale era l'unico capace di dargli gioia e felicità ! Il saggio prese il cristallo magico, ed esclamò : "ragazzo mio tu non sei pazzo, sei solo innamorato, e io per questo non posso fare nulla ! "; il ragazzo se ne andò sconsolato, gli pareva impossibile questa cosa, d'altronde non aveva mai visto una donna e non poteva essere innamorato.

Il giorno dopo si ripresentò l'usignolo, il giovane cacciatore ancora una volta lo sentì cantare, di nuovo ebbe un brivido di gioia e questa volta esclamò : " ho capito, tu non sei un'usignolo, sei una ragazza !" Ma la ragazza per la paura di essere scoperta si spaventò moltissimo e volo via.

Nei giorni successivi non si fece più vedere dal ragazzo, ormai frequentava altre valli e non tornò più al castello. Un giorno mentre volava nei pressi del Sassolungo quasi venne uccisa da un'aquila ! L'animale gli si avvicinò maestoso e inferocito, lei però riuscì a ripararsi in un cespuglio e scampò l'agguato. Parlando con un agnello gli disse, "accidenti che ferocia questa aquila, e lo accusò di crudeltà" , l'agnello allora replicò : "con quale coraggio tu accusi di crudeltà, anche te hai ucciso un uomo ! Vai al castello di Vallenosa e vedrai !".

Alla ragazza allora venne in mente il giovane cacciatore, le prese un colpo e rapidamente volò verso il castello, sull'uscio vide il povero giovane a terra privo di vita, morto per il troppo dolore di non aver mai visto l'unica donna di cui si era innamorato. La ragazza non volle più essere un usignolo, provò in tutti i modi la trasformazione ma non accadde più nulla ! Si ricordò delle parole dell'usignolo che aveva salvato, "...solo la morte di una persone potrà farti perdere il potere della trasformazione...".

E così la principessa rimase per sempre un usignolo, il quale ancora oggi si aggira nei pressi del Sassolungo, cantando con dei versi tanto spettacolari quanto malinconici. Quello che udite non è nient'altro che il canto della principessa stregata del Sassolungo.

 

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