La Batteria dello Chaberton

Chaberton - photo by Chaberton.altervista.orgUn’imponente fortezza, in parte ormai in rovina, che domina sulle vallate circostanti, a oltre 3000 metri di altitudine: questo è ciò che si trova davanti l’escursionista che percorre i quasi 14 chilometri della strada militare dello Chaberton, prima di raggiungere la cima dell’omonima montagna a 3130 metri di altitudine.

Situata oggi in territorio francese (annessione alla Francia dopo la Seconda Guerra Mondiale), la cosiddetta “Batteria dello Chaberton” (più conosciuta come Forte dello Chaberton), è la struttura bellica difensiva più alta delle Alpi ed è stata costruita dai militari italiani nella seconda metà dell’800 con lo scopo di difendere il confine con la Francia.

 

Nell'800, durante il periodo della Triplice Alleanza, l'Italia si stava impegnando per proteggere i propri confini con la Francia. Fu così scelto il Monte Chaberton, data la sua posizione estremamente strategica che limitava di molto la possibilità di attacco.

I lavori iniziarono nel 1898 sotto la guida del maggiore del Genio Luigi Pollari Maglietta; nel 1906 la batteria era già armata di 8 cannoni ma fu terminata completamente nel 1910. Purtroppo durante la prima Guerra Mondiale il forte fu immediatamente disarmato e i cannoni vennero spostati sul fronte orientale. Nel 1930 gli armamenti della Batteria dovettero essere aggiornati; il sistema era infatti divenuto abbastanza vulnerabile all'attacco dei Mortai.

La fortezza fu poi nuovamente armata durante il fascismo e alla vigilia del secondo conflitto mondiale, quando gli attriti tra l’Italia mussoliniana e la Francia divennero evidenti. Nel 1940, allo scoppio delle ostilità con la Francia, il forte divenne per la prima volta veramente attivo: partì un attacco verso i territori francesi senza però arrecare grave danno.

Dalla parte Francese invece il contrattacco iniziò il 21 Giugno del 1940; 4 obici iniziarono ad attaccare la Batteria dello Chaberton e il bilancio fu subito pesante : misero fuori uso sei delle otto torrette del forte, causando nove morti e cinquanta feriti e arrecando danni notevoli alle strutture.

Terminata la guerra, ed in seguito al trattato di pace del 1947, la vetta dello Chaberton passò in territorio francese e la batteria andò incontro ad un lungo periodo di decadenza e rovina. Oggi il confine nazionale si trova nei pressi di una pianura lungo la via di accesso, chiamata Pian dei Morti, dove si trova anche una sorgente d’acqua. Durante la costruzione, i militari italiani tracciarono una vera e propria strada carrozzabile che, partendo dall’allora comune di Fenils (oggi frazione di Cesana Torinese, in Val di Susa), risaliva la vallata superando punti pericolosi con imponenti tagli nella roccia, fino a giungere ai 2600 metri del Colle dello Chaberton, e da qui salire fino in vetta con ripidi tornanti.

 

Oggi la strada ovviamente non è più percorribile dai veicoli, anzi la Polizia Francese è molto attenta e severa. Si può percorrere a piedi oppure in mountain bike, se particolarmente abili ed allenati (la ciclabilità in salita a partire da Grange Quagliet è però quasi nulla a causa della pendenza della strada e dal fondo sconnesso). La Batteria dello Chaberton è visitabile anche al suo interno, sebbene potrebbe rivelarsi un luogo molto pericoloso. Innanzitutto la si può trovare sgombra dalla neve solamente nel tardo periodo estivo, tra settembre e ottobre; è infatti impensabile provare ad entrare prima. Molte delle gallerie costruire intorno ad essa, inoltre, sono perennemente ricoperte da uno spesso strato di ghiaccio, rendendo quindi indispensabili i ramponi per chi volesse visitarle. Dentro il forte sono ancora riconoscibili alcuni locali, come la cucina, le latrine, il locale del generatore di energia (ancora presente, sebbene parecchio arrugginito).

I cunicoli e le gallerie del forte sono spesso quasi completamente bui, oltre che in alcuni tratti pericolanti, pertanto si sconsiglia l’entrata a chi non ha particolare dimestichezza con uscite di carattere speleologico.

Oltre che dalla lunga strada militare, il forte dello Chaberton può essere raggiunto anche da Claviere, lungo il Vallone delle Baisses, che raggiunge il Colle dello Chaberton in modo più diretto e rapido rispetto alla carrozzabile, per poi unirsi al percorso principale superando il dislivello finale.


 

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