Pàlcoda, la città fantasma del Friuli-Venezia Giulia

 Immagine di Pàlcoda

Tra le “città fantasma” e i Borghi abbandonati più famosi d'Italia troviamo certamente Pàlcoda, situata in Friuli

Si tratta di un suggestivo paese situato nelle Prealpi Carniche e appartenente al comune di Tramonti di Sotto in provincia di Pordenone, situato ad un'altitudine di 628 metri è raggiungibile solamente a piedi, attraverso due differenti itinerari escursionistici che partono da Tramonti di Sotto oppure da Campone (Sentiero Cai n. 831a)

 

La storia di Pàlcoda inizia nel lontano 400 quando la località era frequentata per lo più da pastori di passaggio che erano soliti transitare nella valle con i loro animali.

Solamente del XVII secolo iniziò ad essere abitata stabilmente, e, un secolo dopo, raggiunse il massimo sviluppo diventando un vero e proprio Borgo.

Pàlcoda viveva principalmente di attività primarie, basate soprattutto sull'allevamento di capre e agricoltura, a queste però si aggiunsero altre attività che aumentarono l'economia del paese, ovvero il commercio (fino al nord Europa) di cappelli di paglia.

Nel 1780 ad opera di alcuni fedeli venne eretta una chiesa (restaurata e ancora oggi visibile) che conservava diversi oggetti d'arte quali tre statue di santi (oggi poste nella pieve di Tramonti di Sotto).

Pàlcoda in questi anni superò i 100 abitanti arrivando anche a punte massime di 150.

Purtroppo con il 1914, durante la Prima Guerra Mondiale, attraversò un grave periodi di crisi; il dopoguerra colpì infatti duramente tutte le città montane del Friuli, soprattutto i piccoli borghi isolati come Pàlcoda.

Come avvenne in molti altri paesi ci fu il fenomeno dell'emigrazione, gli abitanti ben presto lasciarono questi piccoli Borghi per rifugiarsi a Valle e nelle grandi città.

Nel 1923 anche la famiglia più fiorente del paese abbandonò Pàlcoda, la quale risultò essere completamente disabitata.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Pàlcoda era già una “città fantasma” e divenne ottimo rifugio per i partigiani.

 

Al giorno d'oggi, del piccolo nucleo di case, ridotte a ruderi e infestate dalla vegetazione, si è voluto ristrutturare di recente l'antica Chiesa e il suo Campanile.

Nel Maggio del 2011, dopo un paio di anni di intensi lavori, la Chiesa è stata inaugurata completamente ristrutturata.

La chiesa, dedicata a San Giacomo, viene volutamente mantenuta con impronta "francescana" all'interno e quindi non sono presenti arredi (le tre statue di santi, come già accennato, si trovano nella chiesa di Tramonti di Sotto).

Due nuove porte arricchiscono invece la costruzione, realizzate con grande impegno e passione dal signor Antonio Masutti (discendente da una delle famiglia più facoltose di un tempo).

Le due porte differiscono tra di loro, quella laterale raffigura una croce, mentre quella principale un sole.

Una nuova porta, ora in costruzione, andrà posta alla base del campanile (dove si trova anche il libro firma dei visitatori).

 

Ma non è, Palcoda, l’unico borgo fantasma che qui si può visitare.

Nella vicinanze del Borgo si trova anche Tamar, un altro piccolissimo paesello, che come Pàlcoda subì nel primo dopoguerra il lento e inesorabile abbandono. Tuttavia Tamar rimase abitato per più tempo essendo in una posizione più semplice da raggiungere.

Il suo ultimo abitante (una signora dalla cagionevole salute) se ne andò negli anni Cinquanta.


 

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