Anello dell'Alta Seriana (Bondione-Tagliaferri-Barbellino)

Quella che presentiamo qui di seguito è una bellissima escursione ad anello in alta Val Seriana, al confine con la Valtellina, in uno dei posti più selvaggi e spettacolari delle Orobia. Si tratta tuttavia di un percorso piuttosto impegnativo, soprattutto per i dislivelli percorsi, che necessita una sosta notturna in rifugio (Rifugio Tagliaferri o Barbellino).
Punto di partenza è Lizzola (1278m), frazione del comune di Valbondione, ai piedi delle cime più importanti della Val Seriana come il Pizzo Coca e il Gleno. Il primo tratto è piuttosto semplice, lungo la mulattiera che attraversa le cosiddette Piane di Lizzola. Raggiungo il torrente lo si costeggia per un tratto dove la pendenza aumento e il sentiero sembra perdersi tra l'alta vegetazione. Si risale quindi con comodi tornanti il costone sulla sinistra orografica fino a raggiungere un ampio pianoro, dove sorge la Baita di sasna (1961m), dopo circa un'ora e tre quarti di cammino. A questo punto la salita si fa costante e a tratti piuttosto ripida; il paesaggio cambia e le ampie distese di erba e fiori lasciano spazio alle rocce. Ci si ritrova spesso ad attraversare placche o a risalire alti gradoni, che solo a tratti lasiano spazio al sentiero battuto. Si prende rapidamente quota e pian piano, dopo aver tralasciato sulla sinistra il sentiero per la Val Cerviera, si raggiunge il vallone sommitale della vallata, al cui vertice si scorge il Pizzo dei Tre Confini. Il sentiero percorre i ghiaioni del versante sud del Pizzo dei TRe Confini, rimontando le poche decine di metri che sepratano dal PAsso Bondione (2612m), dopo circa 4 ore di cammino da Lizzola. A questo punto inizia la discesa dal versante opposto, nell'alta valle di Gleno. Il sentiero è molto ripido e a tratti dissestato e reso scivoloso dal fondo sassoso. Perso un centinaio di metri, si tagliano i ghiaioni del versante destro orografico della valle, per poi portarsi sepre rimanendo in quota sul versante opposto, da cui parte la serpentina che risale al Passo Belviso (2518m). In questi tratti soprattutto in primavera, è necessario porre molta attenzione in caso di neve al suolo, in quanto i traversi sono molto ripidi e un piede in fallo potrebbe porare a spiacevoli incidenti. Valicato il Passo Belviso, il comodo sentiero supera un traverso piuttosto ripido e inizia una discesa tra le rocce che in circa 45 minuti conduce al Passo Venano, dove sorge il Rifugio Tagliaferri.Il nostro consiglio è quello di trascorrere qui la notte, in quanto la strada per il rifugio successivo, il Rifugio Barbellino, è ancora molto lunga ed impegnativa.

Le Piane di Lizzola

Baita di Sasna

Salita verso il Passo Bondione

Vallone sommitale del Passo Bondione

Rifugio Nani Tagliaferri

L'itinerario prosegue lungo il semplice sentiero che con comodi tornati scende dal Passo Venano verso la Val Belviso e l'omonimo lago che si apre in fondo alla vallata; in breve si raggiunge così la Malga Pila, posta su un pianoro sul versante occidentale della vallata. Seguendo un'indicazione piuttosto approssimativa segnata su un sasso, si prende quindi una traccia che risale verso sinistra. In breve il sentiero si fa molto ripido ed a tratti anche scivoloso; il sentiero risale rettilineo i ripidi prati, senza concedere tregua. Il percorso prosegue così per più di un'ora, incontrando alcuni brevi tratti di arrampicata a quattro mani e un piccolo traverso esposto nel tratto finale; attenzione a seguire bene le indicazioni, è molto facile perdere la traccia e ritrovarsi quindi in punti poco raccomandabili. Si raggiunge così un pianoro con un laghetto, si rimonta una breve rampa e si raggiugne così il Passo Grasso di Pila (2513m). La discesa dal versante opposto è decisamente più dolce, anche se non mancano alcuni tratti delicati, con rocce umide e scivolose; anche qui, in primavera, è molto facile incontrare ampi nevai a tratti infidi e pericolosi. Si raggiunge così l fondovalle e da qui, in pochi minuti, il Lago Barbellino naturale, sulle cui sponde sorge l'omonimo Rifugio barbellino (2129m), a circa 2 ore e mezza dal Rifugio Tagliaferri. Da qui in poi le difficoltà tecniche terminano e si percorre la bellissima e panoramica mulattiera che con pendenza molto dolce porta fino al Lago del Baabellino artificiale e, in circa un'ora di cammino, al Rifugio Curò che sorge sulle sue sponde (1895m). La mulattiera prosegue e si fa ancora più spettacolare: il primo tratto è un vero e proprio caminamento scavato nelle rocce a precipizio sull'alta Val Seriana, con panorama diretto sul Pizzo Coca e sul Diavolo di Tenda. Raggiunti poi i prati, la mulattiera perde lentamente quota con ampi tornanti, fino ad entrare nel bosco di fondovalle, proseguendo cosi fino a Valbondione, in circa due ored al Rifugio curò.

Alba dal Rifugio Tagliaferri

Lago di Belviso

Verso il Passo Belviso

Lago Barbellino naturale

Mulattiera verso il Rifugio Curò

Lago Barbellino artificiale

Rifugio Curò

Sguardo verso Valbondione

 

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