Val d'Olen e Passo dei Salati da Alagna

Si tratta di un itinerario piuttosto lungo e faticoso, che ricopre un dislivello positivo di quasi 1800 metri e raggiunge quote prossime ai 3000m, sebbene vi sia la possibilità di renderlo più agevole sfruttando alcuni impianti di risalita.

Si parte da Piane, frazione di Alagna Valsesia, raggiungibile in pochi minuti di auto risalendo una strada molto ripida ma perfettamente asfaltata. Lasciata l'auto all'inizio del borgo, si seguono le indicazioni per i rifugi Vigevano e Guglielmina, entrando dopo poco nel bosco. Percorriamo una carrozzabile sterrata che risale il fitto bosco di latifoglie che ricopre la parte basse della val d'Olen; la pendenza è piuttosto irregolare, a lunghi tratti pianeggianti si alternano rampe piuttosto ripide.

Dopo circa 45 minuti di salita nel bosco usciamo dalla vegetazione fitta, incrociando il percorso della pista da sci che da Pianalunga scende ad Alagna, ed in circa un quarto d'ora raggiungiamo il Rifugio Grande Halte - Città di Mortara (1900m), presso l'Alpe Sewy. Proseguiamo in pianura lungo la sterrata che con un'ampia curva riprende poi a salire in maniera decisa e, superato un dosso, siamo ormai in vista della stazione della telecabina di Pianalunga (2050m); per evitare questo primo tratto di strada (sinceramente il meno interessante), e possibile sfruttare l'impianto che parte da Alagna.

Proseguiamo lungo la sterrata in pianura, dopo una breve rampa ed un guado, abbandoniamo il tracciato e seguiamo il segnavia numero 5 che si inoltra nel pascolo tra rocce e prati: di fronte a noi si apre la Val d'Olen. Seguiamo la traccia che risale ripida una morena, ne seguiamo la cresta fino a ritrovarci ad attraversare la pista da sci; sull'altro lato riprendiamo a salire con gradoni e qualche tornante tra l'erba ed in circa 45 minuti dall'impianto raggiungiamo un bivio: ignorato il sentiero a sinistra per il Passo Foric proseguiamo lungo un bellissimo altopiano, riportandoci a breve sul lato sinistro orografico della vallata. Qui riprendiamo a salire, mentre il terreno si fa sempre più roccioso. Tornanti ben tracciati, anche se impegnativi, ci fanno prendere rapidamente quota: in circa mezz'ora raggiungiamo il Sasso del Diavolo e da qui, in breve, arriviamo ad un bivio.

A destra il sentiero sale molto ripido direttamente al Rifugio Vigevano, noi seguiamo invece la deviazione di sinistra per il col d'Olen. Attraversiamo nuovamente la pista da sci, che qua è una pietraia, e riprendiamo i tornanti sui gradoni rocciosi fino a raggiungere la sella che vediamo proprio sopra di noi. Da qui pochi minuti di cammino ci portano a quello che resta del Rifugio Guglielmina (incendiatosi e poi demolito alcuni anni fa), e dell'antistante Rifugio Vigevano (2871m).

Da qui il panorama è spettacolare sulla catena del Rosa mentre verso est lo sguardo si spinge fino al Lago Maggiore. Da qui proseguiamo lungo la mulattiera che costeggia la base del Corno del Camoscio e raggiungiamo in pochi minuti l'Osservatorio Scientifico Mosso, dell'Università di Torino, per poi affrontare un ultima ripida rampa che conduce ai 2976m del Passo dei Salati, sul confine tra Val d'Aosta e Piemonte.

Da qui è possibile scendere in valle del Lys verso il Lago Gabiet oppure proseguire verso i rifugi d'alta quota del Rosa.

La frazione di Piane

Pianalunga

Val d'Olen

Bivio per il Passo Foric

Salita al Col d'Olen

Rifugio Vigevano

Passo dei Salati


 

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