L'Appello del Soccorso Alpino: restate a casa, la Montagna può aspettare

PrimaParteSalitaLungoVallettaGuglia

 

"State a casa" suona ormai come un vero e proprio slogan, lo stiamo leggendo da giorni sia sui Social, ma anche sulle Televisioni e Radio; quello che ci sta chiedendo tutto il personale sanitario da giorni impegnato in questa maxi emergenza è quello di restare nelle proprie abitazioni, così da contenere al massimo la diffusione del virus e anche per evitare inutili incidenti.

Il Soccorso Alpino CNSAS, che garantisce da sempre il soccorso in Montagna, invita tutti noi frequentatori delle terre alte a restare a casa ! Questo per evitare potenziali rischi legati alle attività in Montagna (che come ben sappiamo ci espongono a rischi naturali) ed evitare così di impegnare ulteriormente le forze mediche che sono già allo stremo delle forze.

Tutti i comprensori Sciistici del territorio hanno dato il loro supporto  favore di questa campagna chiudendo anticipatamente tutti i comprensori sciistici !

Il CNSAS si rivolge anche ad Escursionisti e Scialpinisti, anch'essi esposti a potenziali rischi che potrebbero richiedere intervento dei Soccorsi.

 

La Montagna può aspettare, verranno sicuramente tempi migliori dove avremo modo di sfogare tutta la nostra voglia di Montagna e di Outdoor

Il nostro invito è quello di rimanere nelle proprie case al sicuro e di portare avanti la campagna di sensibilizzazione di #iorestoacasa

 

Al fine di rendere ancora più forte questo messaggio vi riportiamo la lettera scritta da parte del Soccorso Alpino:

Il Paese è in difficoltà: i medici e gli infermieri del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – CNSAS sono impegnati insieme agli altri colleghi ad assistere migliaia di contagiati dal nord al sud Italia.

Sapete bene che per effettuare un soccorso speleologico in grotta o un soccorso alpino in alta montagna dobbiamo impegnare decine di operatori, compreso il personale sanitario.

Immaginate quindi le difficoltà a cui andremmo incontro in questo momento per effettuare un soccorso, un soccorso che naturalmente metteremmo in atto, ma che potrebbe innescare una delicata gestione post intervento.

Ci sarà tempo per scalare nuovamente una montagna, ci sarà tempo per esplorare di nuovo insieme una grotta.

Adesso però è il tempo di fermarsi.

Il tempo di essere responsabili verso sé stessi, verso gli altri e verso l’Italia.

Come è scritto nella Costituzione italiana: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Dobbiamo difendere questi valori, dobbiamo salvaguardare i nostri medici, i nostri infermieri e l’Italia da un collasso del Servizio Sanitario Nazionale.

Non vengono chiesti sacrifici immani, non viene chiesto di scalare una montagna da 3000 metri: viene chiesto di rimanere in casa per un breve periodo di tempo.

#iorestoacasa non è uno slogan, non è un hashtag per riempire i social ma un invito concreto a limitare al massimo gli spostamenti non necessari.

 

Buona giornata a tutti

 

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