Il Cai presenta i piani per la gestione dei Rifugi. Ovviamente non mancano dubbi e perplessità

 

Rifugio Rosalba - 1730 mt.

 

Emerso in questi giorni il piano del nostro CAI (Club Alpino Italiano) per gestire le 326 strutture in quota del nostro territorio italiano.

 

Il primo strumento che verrà adottato, sarà un ozonizzatore, ovvero un particolare sistema per purificare e disinfettare l'aria.

Particolarmente rapido e veloce sulle grandi superfici, come nei rifugi e completamente inodore, a differenza del cloro e alcol

I dirigenti del CAI stanno contattando un team di esperti per portare avanti questo primo progetto.

 

Il presidente generale del CAI, Vincenzo Torti, si pronuncia sul fatto entro fine Giugno ci saranno le formule per la corretta organizzazione dei Rifugi.

Torti ha ribadito che essi sono di vitale importanza e il CAI farà il possibile per renderli operativi il prima possibile.

La questione dei 244 Bivacchi invece è diversa, essi resteranno liberi e aperti a tutti.

 

Attualmente si stanno maturando diverse ipotesi sulla gestione delle camerate nei Rifugi e nelle sale da pranzo.

Chi è frequentatore delle terre alte sa bene che passare una notte in Rifugio vuol dire condividere spazi con un grande numero di persone, cosa attualmente impossibile per via del Coronavirus.

Una prima idea sembrerebbe quella della tenda e del sacco a pelo, una soluzione semplice e economica che tutti potrebbero adottare. Si sale con la propria dotazione personale (in commercio esistono tende molto leggere e versatili) e si passa la notte accampati vicino ai Rifugi, i quali restano operativi per fornire cibo e bevande da consumare nelle proprie tendine.

All'interno si mangerà scaglionati e turno così come l'utilizzo dei servizi igenici.

Idea semplice ma sicuramente non possibile in tutte le strutture, specialmente in quelle di alta quota o dove per via della morfologia del terreno sarebbe impossibile fare del campeggio !

 

Il Cai ha già stanziato un milione di euro per le sezioni che hanno in gestione le strutture in montagna e devono comunque pagare le spese delle proprie sedi.

 

Alberto Pirovano, presidente del CAI Lecco e componente della Commissione Rifugi, si sta invece preoccupando del così detto “Kit Covid” del quale ogni rifugista sarà munito.

Ci sarà un termometro a distanza per misurare la temperatura di quei clienti che non stessero bene e anche il saturimetro, che serve a verificare la concentrazione dell’ossigeno nel sangue.

In aggiunta nel “Kit Covid” sarà presente anche un ozonizzatore portatile, semplice all'uso ed essenziale

A questo proposito sta lavorando un azienda lombarda che dovrebbe produrre a giorni i primi modelli.

Sarà una sorta di sanificatore portatile, mirato a distruggere i batteri del virus dopo ogni utilizzo delle stanzette famigliari e nelle zone comuni come la sala da pranzo e i corridoi.

Per facilitare gli accessi diventerà obbligatorio prenotare il pernottamento, lasciare zaino e giacca a vento all’entrata, lavarsi mani e faccia appena arrivati.

 

Ovviamente non mancano dubbi e inconvenienti, ci sono strutture di Montagna dove il campeggio è proibito o impossibile, per via della conformazione del terreno e dell'ubicazione.

Altri Rifugi sono invece sono dotati esclusivamente di grandi camerate e non di singole stanzette private.

Alex Torricini, gestore del Rifugio Brioschi e Rosalba si mostra molto cauto ed espone le sue perplessità.

Lui giustamente vorrebbe valorizzare il suo Rifugio invece che adottare queste misure parallele, alcune delle quali tra l'altro impossibili da adottare nelle sue due strutture.

Alex aggiunge che nei prossimi mesi si aspetta una forte affluenza di prossimità, gli italiani non potranno viaggiare all’estero e raggiungeranno i Rifugi.

Dobbiamo essere pronti, spiega ansioso.

Al Cai promettono che presto arriveranno risposte esaurienti.

 

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