L'arte rupestre della Val Camonica

Incisioni rupestri - foto di quibrescia.it

 

La Val Camonica è un territorio delle Prealpi lombarde che si estende per circa 70 chilometri in direzione nord/sud, solcato dal fiume Oglio: a partire dal 1979 questa ampia vallata a nord di Brescia è entrata a far parte del Patrimonio Universale dell'Unesco grazie ai suoi numerosi siti di incisioni rupestri.

Quella della Val Camonica è infatti considerata la più ampia collezione di petroglifi preistorici del mondo, L'unesco ai tempi del riconoscimento ha catalogato ben 140.000 figure, nel corso degli anni nuovi ritrovamenti hanno però raddoppiato questo numero diventando circa 300.000 disegni distribuiti su 180 località ( appartenenti a 24 Comuni)

La prima segnalazione di rocce avvenne nel 1909 ad opera di Walther Laeng; negli anni successivi a partire dagli anni '30 ma soprattutto nel 1960, furono scoperte e catalogate moltissime incisioni

 

Si tratta di vere e proprie rappresentazioni artistiche, realizzate su massi e rocce dai Camuni, antica popolazione preromana che abitava questa valle, in un arco di tempo che va dalla fine del Paleolitico superiore al I millennio a.c. I ritrovamenti più antichi invece, sono da attribuire ancora prima dei Camuni in un periodo di 8000 anni fa, coincidente con l'età del ferro.

Attualmente sono circa 2000 le rocce sulle quali sono stati rinvenuti artefatti rupestri, sparse in 24 comuni della vallata: si tratta per lo più di rappresentazioni della vita comune: scene di caccia o di combattimento, momenti di lavoro agricolo o rappresentazioni legate alle divinità. Le incisioni per la maggiore sono state eseguite con la tecnica della Martellina, in misura minore quella del Graffito.

L'elemento spirituale in epoca preromana era infatti molto forte in val Camonica, e particolarmente legato al culto della Montagna Sacra, ovvero il Pizzo Badile Camuno, che con i suoi 2435 metri domina la parte settentrionale della valle. Tra i segni più noti troviamo la famosa Rosa Camuna, divenuto successivamente simbolo della Regione Lombardia. Nel dialetto locale della Val Camonica questa incisioni vengono anche chiamate “pitoti”, che significa tradotto “pupazzi”

 

Lo studioso archeologo Emmanuel Anati, negli anni '60 ha compiuto un laborioso lavoro di catalogazione di tutti i disegni rinvenuti, cercando di attribuire loro il periodo di realizzazione.

Il lavoro che ne è uscito è particolarmente interessante e ci permette d scoprire in quante diverse epoche sono stati realizzati i disegni :

Epipaleolitico, VIII o VI millennio a.C. Dopo il ritiro del ghiacciaio che copriva la Val Camonica, realizzate per lo più da cacciatori nomadi di passaggio

Neolitico, IV o V millennio a.C. , caratterizzati per lo più da disegni che rappresentano figure geometriche basilari.

Età del Rame (III millennio a.C.) e l'età del Bronzo (II millennio a.C.) con la stragrande maggioranza di disegni che rappresentano armi e scene di caccia

Età del Ferro, I millennio a.C., sono quelle attribuite al popolo dei Camuni e costituiscono circa il 70-80% di tutte le figure censite

Successive rappresentazioni sono state rinvenute anche in epoche successive, come in quella Romana e Medievale

 

All'interno del territorio camuno sono stati creati, nel corso degli anni, 8 Parchi archeologici al fine di tutelare il prezioso capitale storico che le incisioni rappresentano.

Tra questi possiamo citare il Parco Nazionale delle incisioni Rupestri di Naquane, il Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo, la Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo o il Percorso Pluritematico del Coren delle Fate a Sonico.

L'interesse nei confronti delle incisioni rupestri della Val Camonica risale ai primi anni del 900 ad opera del Touring Club Italiano, e durante tutto il secolo il lavoro di ricerca da parte di archeologi e paleontologi è stato incessante, portando alla luce ogni anno numerosi artefatti; anche al giorno d'oggi sono ancora numerosi i siti di ricerca attivi nella Valle, sottoposti al controllo del Ministero dei Beni Culturali che ha il compito di gestire l'attività di ricerca dal unto di vista amministrativo ed economico.

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