I Graffiti dei Camuni, un simbolo di Lombardia

Una delle Rose Camune o Celtiche della roccia - photo by rupestre.itSpesso e volentieri alla Lombardia viene attribuita solamente l'idea di Milano e del suo relativo hinterland, portando così un'idea di produttività ed industria che ben distoglie dal pensiero di un luogo ricco di montagne e allo stesso tempo sano. Invece questo non è propriamente corretto, infatti se andiamo ad analizzare tutta la superficie lombarda troveremo esempi di paesaggi montani veramente unici, tra questi ci sentiamo di citare : Le Alpi, i ghiacci e le rocce del Bernina, Il Badile, L'adamello, fino ad arrivare alle Orobie ed alle Grigne ; tutte queste cime occupano una fetta di territorio molto estesa della Lombardia e garantiscono sia in estate che in inverno un turismo mirato e consolidato.

La vera natura di questi luoghi è dimostrata anche dal suo simbolo, ovvero la Rosa Camuna, che rappresenta una delle tante incisioni rupestri rinvenute nel corso degli anni nella Val Camonica, la principale valle delle montagne bresciane.

Ed è proprio di queste incisioni che vogliamo parlarvi; esse diventano famose e meglio conosciute solamente nel secondo dopoguerra ad opera di Emmanuel Anati,studioso fiorentino laureato ad Harvard.

Egli ha vissuto a Gerusalemme per molti anni della sua vita, dove ha lavorato a lungo sul Monte Sinai compiendo vari tipi di studi e ricerche che l'hanno reso fortemente famoso.

Anati trova molto interessanti queste incisioni rupestri, rimanendo piacevolmente estasiato, tanto da fondare nel 1964 il Centro Camuno di Studi Preistorici. Questo patrimonio diventa presto celebre e fortemente riconosciuto, tanto che nel 1979 le incisioni camune vengono aggiunte al Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.

Le incisioni sono al giorno d'oggi visibili nei territori comunali di Capo di Ponte, Nadro, Climbergo e Paspardo; attualmente i comuni hanno creato veri e propri percorsi e visite guidate per la scoperta di questi luoghi.

Le prime incisioni sono state realizzate nel Neolitico seguendo due tecniche principali : La prima di esse era quella della “Martellina” ovvero veniva usato un percussore litico per incidere nella roccia, la seconda molto meno diffusa e maggiormente difficile da vedere ai giorni nostri è quella “Filiforme” creata usando uno strumento a punta.

Per quanto riguarda le incisioni più belle e meglio conservate possiamo sicuramente far riferimento a quelle dei Camuni, realizzate durante l'età del ferro.

Come già accennato molte delle incisioni sono collocate l'interno di parchi ed aree appositamente attrezzate, tra queste in primis possiamo citare il Parco di Capo di Ponte, dove al suo interno sono state rinvenute ben 7.000 incisioni rappresentate su 104 massi erratici distribuiti su una superficie del Parco di ben 14 ettari; tra i graffiti più interessanti in assoluto di questa area possiamo menzionare : Il Dio Celtico, Cernunnus, il Sacerdote che Corre, il Fabbro ed il Cavallo Greco-Etrusco.

In conclusione possiamo segnalarvi come meritevole di visita anche la Riserva Regionale di Ceto, Climbergo e Paspardo come ottimi siti per ammirare molte altre di queste incisioni rupestri.

 

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