La leggenda di Conturina

Conturina

 

Nella Valle di Contrin, ai piedi della ripida parete sud della Marmolada, viveva una tempo una splendida fanciulla di nome Conturina; la giovane abitava nella grande tenuta della matrigna, nobile e ricca signora insieme alle due sorellastre. Numerosi ospiti, principi e cavalieri, si recavano spesso a trovare la matrigna, che era una donna molto conosciuta: tutti rimanevano sempre affascinati dalla bellezza di Conturina, non degnando di particolare attenzione le altre due figlie, che così si sentivano trascurate.

La matrigna, invidiosa della bellezza di Conturina, ordinò che questa fingesse di essere muta e stupida, ma questo non cambiò la situazione, gli invitati avevano occhi solo per la bellissima Conturina e non per le brutte sorellastre. Fu così che la donna, sempre più amareggiata, le ordinò allora di stare immobile, fingendola paralitica,ma anche qui la situazione certamente non cambiò, ogni ospite era sempre attratto dalla sua bellezza.

La matrigna decise allora di ricorrere ad un incantesimo e tramutò la fanciulla in una statua di pietra, i principi e i cavalieri ancora una volta rimanevano impressionati dalla bellezza di questa statua; la matrigna su tutte le furie ordinò ai suoi servitori di trasportarla lontano dalla casa in modo che più nessuno la vedesse, la statua di Conturina fu così trasportata in vetta alla vicina Cima di Ombretta, proprio a ridosso della Marmolada, di modo che nessuno più potesse guardarla.

Negli anni successivi tutti si chiesero dove era finita la bella Conturina, nessuno la vide mai più nella sua casa, nel frattempo però si sparse la voce del fatto che si udiva un canto femminile provenire dalla cima delle montagne. Un giorno lo udì anche un soldato, che riuscì a distinguere parole e una voce femminile, il soldato decise di arrampicarsi sulla montagna cercando di liberare la donna.

Conturina gli disse però che erano passati ormai più di 7anni dall'incantesimo, il quale ora era diventato insolubile e il suo destino era quello di rimanere per tutta la vita una statua di pietra

 

Ancora oggi, se dal Rifugio Contrin osserviamo le rocce sovrastanti la vallata in direzione del Passo Ombretta, riusciamo a scorgere tra le pieghe della dolomia il volto della bella Conturina; inoltre, se ci avventuriamo verso quelle cime nell'ora del tramonto, è anche possibile sentire la sua voce, che canta la strofa ladina che racconta la sua triste sorte :

" Son de sas e no me meve, son de crepa n Marmolèda, son na fia arbandonèda e no sé perché rejon"

"Sono un sasso e non mi muovo, sono di roccia nella Marmolada, sono una figlia abbandonata e non so per quale motivo".

 

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