Pizzo dei Tre Signori: una vetta ricca di storia

Pizzo dei Tre Signori

Sebbene non sia la vetta più alta della zona, il Pizzo dei Tre Signori con la sua altezza di 2554 metri domina incontrastato con la sua mole la parte più occidentale delle Prealpi Orobiche, al confine tra la Val Biandino, la Val Varrone e la Val Gerola.

 

Oltre ad essere una meta  alpinistica alla portata di molti il pizzo è un punto panoramico di grande valore, da qui è possibile infatti ammirare: Le Retiche, l'Ortles e l’Adamello, i gruppi del Monviso, del Gran Paradiso, del Rosa, del Cervino, dell’Oberland bernese; Verso Sud, oltre la Valsassina e le Grigne, si può abbracciare con lo sguardo tutta la pianura lombarda, chiusa all’orizzonte dall’Appennino.

 

Il Pizzo però è anche una montagna ricca di storia. Fin dal medioevo, infatti, questa zona era ricchissima di miniere di ferro, alcune delle quali sono visibili ancora oggi, sfruttate per rifornire la città di Milano del metallo necessario per produrre gli armamenti dei dominatori spagnoli.

A quel tempo il Pizzo era chiamato Pizzo Varrone, dove la radice -var deriva probabilmente dalla parlata celtica diffusa nelle prealpi centrali, che significa "acqua". In un secondo momento il nome Varrone venne utilizzato per indicare una cima che si trova poco distante, battezzando la montagne con il nome di Pizzo dei Tre Signori.

Questo nome non fu assegnato certamente per caso, ma anzi l'espressione deriva dal fatto che questa cima si trovava al confine tra tre diversi regni: il Ducato di Milano, la Serenissima Repubblica di Venezia e le Tre Leghe, dominio svizzero che si estendeva per tutta la Valtellina fino alla Valgerola. Oggi invece come abbiamo già visto è spartito tra le province di Lecco, Sondrio e Bergamo

 

Durante i secoli la zone del Pizzo dei Tre Signori è stata protagonista di numerosi spostamenti di eserciti e popolazioni: a poca distanza dalla vetta si trova infatti la Bocchetta di Trona, che per  secoli ha rappresentato la principale via di comunicazione esistente tra la Valtellina e la Pianura Padana, in quando la via lungo le coste del Lario è stata costruita in un periodo successivo.

Da Trona attraverso la Val Varrone scesero in Valsassina le truppe delle Tre Leghe, successivamente i Lanzichenecchi portatori della terribile epidemia di peste che decimò la popolazione valsassinese, ed infine i sodati spagnoli, durante i combattimenti della Guerra dei Trent'anni.

In epoca più recente, nella zona del Pizzo dei Tre Signori furono costruite strutture difensive facenti parte della Linea Cadorna, che ancora oggi sono facilmente visibili nei pressi della Bocchetta di Trona (la stessa  strada militare che sale al valico dalla Val Varrone ne  è un esempio).

Nel 1935 fu eretta sulla cima del Pizzo la croce in ferro che svetta ancora oggi, in sostituzione della precedente, distrutta dagli agenti atmosferici, dopo aver ricevuto addirittura la benedizione del cardinale di Milano Schuster.

 

Oggi raggiungere il Pizzo dei Tre Signori (2554 mt.) è sicuramente una una bella salita, lunga ma senza difficoltà Alpinistiche rendendola quindi accessibile a molto persone.

Generalmente è possibile salire da diversi versanti, anche se quello più spettacolare è senza dubbio quello del lato Valsassinese per la Cresta Ovest

Il pizzo dei Tre Signori è una cima frequentata tutto l'anno, gli scialpinisti più esperti (percorsi lunghi e discese tecniche) riescono a raggiungerlo anche con gli sci

Tra le numerose strutture che troviamo in zona, utili per pernottare la notte e dividere l'escursione in due giornate, troviamo : Rifugio Grassi e Rifugio Santa Rita sul versante Valsassinese, Rifugio FALC e Rifugio Trona Soliva su quello Valtellinese e infine il Rifugio Benigni sul versante Bergamasco.

 

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