Il massiccio dell'Ortles-Cevedale

Ortles CevedaleMaestoso ed imponente a cavallo tra Lombardia e Alto Adige, il gruppo montuoso dell'Ortles-Cevedale rappresenta la catena montuosa più ricca di ghiacciai delle Alpi centro-orientali. L'altitudine notevole delle sue cime principali ne fa anche uno dei gruppi montuosi più alti di tutto l'arco alpino italiano.

Il massiccio dell' Ortles-Cevedale si trova inserito nel Parco Nazionale dello Stelvio.

 

Le vette più importanti del gruppo sono tre: l'Ortles, interamente in territorio altoatesino, che raggiunge i 3905 metri di altitudine; il Gran Zebrù, nella parte centrale sul confine lombardo, alto 3857m, ed il Cevedale, con la sua cima arrotondata e l'enorme ghiacciaio dei Forni (uno dei più grandi ghiacciai Italiani), nella parte meridionale, alto 3769 metri.

Situato nella parte orientale delle Alpi Retiche, l'Ortles-Cevedale è una sorta di fulcro da cui si diramano numerose vallate, in ogni direzione: ad ovest la Valfurva, con le sue convalli Val zebrù e val Cedec, a sud l'alta val Camonica, ad est la Val Martello, l'alta Val di Sole, la Val d'Ultimo, la Valle di Rabbi e tutta una serie di valli laterali che sfociano in Val Venosta.

 

Trovandosi al confine tra il mondo italico e quello germanico, durante la prima Guerra Mondiale il gruppo Ortles-Cevedale è stato centro di aspri combattimenti, da una parte gli Alpini (Regno d'Italia) e dall'altro i Kaiserschützen (Tirolo, Impero Austroungarico).

Qui una lunghissima linea del fronte separava i due territori, con una serie di baracche, avamposti e gallerie nel ghiaccio. La linea del fronte rimane immutata negli anni della Grande Guerra, a causa delle difficoltà offerte dal territorio, anche se si registrano diversi tentativi da parte di entrambi gli schieramenti di aprirsi passaggi e di guadagnare posizioni vantaggiose rispetto al nemico.

Questi combattimenti sono testimoniati anche da alcuni reperti tutt'ora osservabili in quota, come per esempio i "3 cannoni" sul ghiacciaio del Cevedale, raggiungibili in circa mezz'ora dal Rifugio Casati.

 

Dal punto di vista alpinistico, la storia del gruppo Ortles-Cevedale inizia nei primi anni dell'800, quando si diffuse la voce che il fratello dell'imperatore austro-ungarico Francesco II avrebbe ricompensato con una grande somma in denaro il primo che fosse riuscito a scalare quella che allora si riteneva la cima più alta del Tirolo, l'Ortles appunto. La vetta fu raggiunta nel settembre del 1804 da Joseph Pichler, un cacciatore di camosci altoatesino, il quale sfruttò per salire il lungo un canalone che incide la parete sud-ovest, in Valle di Trafoi. I grandi esploratori alpinisti di quegli anni effettuano diverse salite, con lo scopo appunto di mappare e di recensire questa area; proprio in questo periodo nasce la figura della Guida Alpina, i clienti vengono accompagnati lungo gli itinerari più rinomati e talvolta aprendone di nuovi grazie ai finanziamenti degli stessi.

Dopo la parentesi della Prima Guerra Mondiale l'attività alpinistica riprende, vengono aperte altre vie tecnicamente più complesse quali per esempio la via diretta Ertl-Brehm del 1930 alla nord del Gran Zebrù e la via Ertl-Schmidt alla nord dell'Ortles nel 1931.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale fa la sua comparsa Kurt Diemberger che apre in solitaria una nuova via sul Monte Zebrù e scala la grande Meringa del Gran Zebrù.

Nel 1960 molte di queste Vie vengono ripetute in Inverno, aprendo così gli anni della Grandi imprese invernali.

Gli anni '70 sono quello dello sci estremo con le incredibili e difficilissime discese di Heini Holzer che dal 1970 al 1977 ripercorre in discesa con gli sci tutti gli itinerari classici del gruppo

 

Attualmente sono numerose le via di salita alle cime del gruppo: l'ascensione più semplice è sicuramente quella del Cevedale, lungo la via normale che risale la Val Cedec fino al Passo del Cevedale per poi risalire lungo il ghiacciaio fino alla vetta. Tra le via che puntano l'Ortles, invece, come non ricordare la celebre Via del Coston di Dentro, la più famosa e frequentata dagli alpinisti, che da Solda, attraverso il Rifugio Coston, porta con passaggi di II e III grado su roccia e neve fino alla vetta.

Infine la via denominata Suldengrat, sul Gran Zebrù, è considerata una delle vie di cresta più belle delle Alpi, con uno sviluppo di oltre 1300 metri e difficoltà fino al IV grado. Il gruppo Ortles-Cevedale non è esclusiva esclusivamente di alpinisti, in quanto numerose delle vallate che lo circondano appartengono al Parco Nazionale dello Stelvio, e sono quindi luoghi di grande interesse anche per appassionati di natura e fotografia.

 

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