La Val di Mello e gli artisti del Bouldering

Val di Mello

La storia alpinistica della Val di Mello è una sorta di storia parallela a quella del grande alpinismo classico, quello delle grandi pareti e delle creste alpine, lanciato dagli esploratori inglesi e portato avanti poi dai grandi nomi della montagna italiana.

La Valle di Mello è una vallata laterale della Val Masino e prende il nome dal piccolo centro di Mello i cui abitanti, in dialetto i “melàt”,  nonostante abitassero a chilometri di distanza (Mello è situato a circa 20 km sulla Costiera dei Cech), possedevano diritti di allevamento su questi pascoli.

La Val di Mello inizia dal paese di San Martino e prosegue, unicamente su strade sterrate, fino al gruppo del Monte Disgrazia.

L'orografia della Val di Mello è molto particolare, il suo versante sinistro orografico è caratterizzato da zone ombrose, con pareti ripide e molto impervie, questo versante è scarsamente frequentato da escursionisti e arrampicatori. Il versante opposto invece è caratterizzato da ampie zone assolate con stupende pareti rocciose. La roccia è di tipo granitoide, detta “ghiandone”, estremamente compatta è perfetta per l'arrampicata.

Fin dai secoli passati le pareti della Val di Mello venivano scalate dai cacciatori di camosci o dai pastori che conducevano i loro capi fino in luoghi erti e pericolosi.

 

Caratteristica principale della Val di Mello è però la presenza di enormi massi erratici e pareti rocciose lisce e tondeggianti, l'ideale per la nascita e lo sviluppo di quello che sarebbe diventato poi il Bouldering, una sorta di arrampicata libera (altezza fino a 7/8 metri) non solo dalle corde ma anche dalle regole e dagli schemi. Come protezione in sostituzione delle corde vengono utilizzati speciali “materassi”, i così detti Crash Pad, per attutire le cadute. A questi si affiancano anche gli “spotter”, ovvero persone appositamente posizionate sotto il blocco pronte a parare l'eventuale caduta evitando che l'arrampicatore finisca per impattare il terreno fuori dai materassi.

Il termine Bouldering deriva dall'inglese “boulder” che significa appunto masso.

 

Il “padre” del Bouldering è l'inglese Oscar Eckenstein, un climber dotato di straordinarie capacità fisiche, che con il suo genio introdusse questo nuovo tipo di arrampicata, che si basava più che altro su sequenze di movimenti (poche) ma caratterizzate da un'estrema difficoltà sia fisica che tecnica.

Inizialmente fino agli anni '70 il Buldering era considerato più che altro un tipo di attività parallela all'arrampicata, utilizzata dagli alpinisti più esigenti per allenarsi in previsione di vie classiche e impegnative.

Fu però negli anni 70' che in Val di Mello nacque e si diffuse un nuovo stile di arrampicata, nato sull'ondata hippie e ribelle che in quegli anni attraversava l'Italia; nasceva la voglia di arrampicare senza vincoli o costrizioni, senza paradigmi da seguire, inventando linee e avendo come obiettivo quello di trovarsi in piena sintonia con l'ambiente naturale circostante. Grazie a personaggi come Ivan Guerini e Jacopo Merizzi nasce il cosiddetto gruppo dei "Sassisti", giovani idealisti che con le loro "scarpette lisce" iniziano ad esplorare uno per uno gli enormi massi della Valle, spingendosi poi fin sulle pareti più alte ed impegnative.

Vengono così aperte nel corso degli anni numerose vie di difficoltà varie, che si spingono fino a livelli estremi come il XI grado.

Attualmente in epoca moderna il Boulder è diventato sempre più importante, oggi si disputano vere e proprie competizioni (Coppa del Mondo e Campionato Europeo di Boulder) su strutture artificiali interne, come le palestre.

 

Tra le pareti più famose in Val di Mello, nella classificazione di vie lunghe, ricordiamo sicuramente il Precipizio degli Asteroidi, presso le Baite di Panscer, su cui sono state disegnate linee diventate storiche come "Oceano Irrazionale" o "Sole che ride"; altra parete diventata celebre è quella del Pizzo Qualido, con le sue vie "Il paradiso può attendere" e "Via Paolo Fabbri 43".

Sui massi della Val di Mello sono tracciati più di 2000 passaggi.

Ogni anno vi si disputa un raduno internazionale di bouldering, il Melloblocco.

 

 

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