Il Sacro Monte di Varese

Santa Maria del MonteIl Sacro Monte di Varese (883 mt. Di quota) viene comunemente annoverato tra i più importanti santuari della regione alpina e, insieme agli altri nove Sacri Monti delle Alpi lombardo-piemontesi, è stato riconosciuto Patrimonio dell'Umanità da parte dell'Unesco nel 2003. Oltre al valore artistico e religioso del complesso, molto apprezzato è anche quello paesaggistico, essendo stato costruito sulle verdi alture che circondano Varese, nel Parco del Campo dei Fiori, con una delle più belle viste panoramiche sulla regione dei sette laghi.

 

Per visitare questo interessantissimo luogo dobbiamo prima di tutto raggiungere il borgo di Santa Maria del Monte, dove si trova il santuario (sistemato alla quota di 844 mt.); questo borgo è facilmente raggiungibile sia in autobus (linea C) che in auto (dal centro di Varese, seguire le indicazioni per il Sacro Monte), ma anche preferibilmente attraverso una storica funicolare recentemente rimessa in funzione (la funicolare conduce direttamente nel cuore del Borgo, sotto al Santuario).

Il Sacro Monte di Varese è costituito da un lungo percorso pedonale, di circa 2 km, in selciato, lungo il quale sono state costruite 15 cappelle, ognuna delle quali rappresenta, con dipinti e statue, un mistero della vita di Gesù. Il culmine del percorso si ha nel Santuario di Santa Maria al Monte, nella cui ultima cappella è custodita la statua della Vergine Maria incoronata. Trovandosi all'interno del Parco del Campo dei Fiori, questo luogo offre una visuale paesaggistica veramente spettacolare, con grandi boschi di faggi, castagni e noccioli; grazie alla tutela del Parco vi sarà difficile trovare traccia di insediamento umano lungo tutta la salita che porta in vetta.

 

I primi insediamenti in questa zona risalgono al XI secolo, quando fu costruito un santuario romanico (di cui si è conservata la cripta). L'area si è sviluppata successivamente con un borgo di case per i sacerdoti e alcuni ricoveri per i pellegrini. Nel 1472 il santuario fu interamente ricostruito .

Un cappuccino di Malnate, tale Gianbattista Aguggiari, elaborò il progetto della costruzione delle quindici cappelle lungo il tracciato abitualmente percorso dai pellegrini; l'idea era di un percorso capace di mettere agevolmente in comunicazione la pianura di Varese con il santuario. Fu così convocato nel 1604 Giuseppe Bernascone, detto "il Mancino", per il progetto delle diverse cappelle e del percorso scenografico lungo le pendici del monte.

Per la realizzazione dell'opera si dovette contare sull'aiuto di tutti, nobili e meno nobili, grazie alle loro donazioni in denaro; tra i sostenitori del progetto ci fu anche il Cardinale Federico Borromeo.

La costruzione del Sacro Monte di Varese fu molto più rapida di quella di altri Sacri Monti e tredici delle quattordici cappelle previste furono terminate entro il 1623. Nel 1698 i lavori risultavano completati nella forma attuale

Il complesso prealpino dei Sacri Monti piemontesi doveva porsi come una sorta di richiesta di protezione contro l'avanzata della riforma protestante che si era espansa fino alla vicina Svizzera.

 

Alla costruzione, e soprattutto alla decorazione delle cappelle, contribuirono importanti artisti del territorio. Poco dopo la ricostruzione quattrocentesca del santuario si assisté ad un fluire numeroso di artisti di area milanese e più tardi, durante il XVII secolo, vennero chiamati al santuario artisti attivi anche in altri Sacri Monti, quali Giovanni Mauro della Rovere.

Il maggior fervore di attività si riunì però nelle Cappelle del Sacro Monte, dove spicca senza dubbio il grande talento di Giuseppe Bernascone. La sua figura fino al 1627 assunse un ruolo di "regista- scenografo"; suggerì infatti le soluzioni da adottare per ciascuna cappella.

Il Sacro Monte ha poi notevolmente contribuito al mantenimento e allo sviluppo di Santa Maria al Monte, comune autonomo fino a inizio 900 poi trasformato in frazione di Varese, che dall'alto dei suoi 800 metri offre un panorama meraviglioso ai visitatori del Santuario, oltre ad una serie di perle artistiche, alcune delle quali conservate nel Museo Baroffio (5 euro ingresso biglietto intero).

E' da ricordare nel 1984 la visita del Santo Padre Giovanni Paolo II.

 

Oggi il viale delle Cappelle è percorso da migliaia di persone, sia per motivi religiosi, ma anche come semplice attività all'aria aperta; secondo una curiosità pare che in circa 300 anni vi siano transitati 60 milioni di pellegrini.

Numerosi sono anche i vari appuntamenti per visitare l'area o per assistere ad esposizioni o mostre, vi consigliamo di visitare questa Pagina per avere informazioni su escursioni, mangiare-dormire e prodotti tipici.


 

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