Bruno Detassis: il Re del Brenta

Bruno Detassis - photo by campanedipinzolo.itIl Re del Brenta: questo è l’appellativo con cui è diventato celebre Bruno Detassis verso le montagne alle quali si è fortemente legato; forse uno dei più importanti esponenti dell’alpinismo italiano, anche se durante tutta la sua carriere, a differenza di altri, è rimasto nell’ombra, lontano dai clamori dei media. Alle grandi imprese pubblicizzate e alla gloria ha preferito la famiglia, il lavoro e l’amore autentico verso le sue montagne, che lo hanno accompagnato ogni giorno della sua vita fino alla sua scomparsa nel 2008.

 

Bruno nasce a Trento il 24 Giugno 1910 da una semplice famiglia di operai, dopo aver frequentato le scuole serali scopre l'amore per la montagna, già da giovanissimo compie grandissime imprese sia per l'epoca ma soprattutto per la sua giovane età : a 15 anni scala il Campanil Basso (lo scalerà oltre 180 volte: la prima volta a 15 anni, l'ultima a 79, per festeggiare il 90° anniversario della prima salita)

La passione per l’arrampicata di Detassis cresce sempre di più verso gli anni ’30 quando, poco più che ventenne, inizia a scalare le Dolomiti di Brenta, compiendo alcune tra le sue imprese più grandi come la Nordest del Crozzon di Brenta e la Nordovest del Croz dell’Altissimo, tracciate insieme all’amico Enrico Giordani. Sempre in questi anni Bruno Detassis diventa Maestro di Sci, poi Guida Alpina e infine anche Istruttore di Alpinismo presso la Scuola Militare Alpina di Aosta (1936)

Continuano gli anni felici per Bruno che nel 1939 conosce la donna della sua vita, la bellissima Nella Cristian, i due si sposano e si trasferiscono a Madonna di Campiglio. Purtroppo lo scoppio della guerra porta nella vita di Detassis un'amara parentisi, egli nel 1943 durante un servizio militare a Merano viene fatto prigioniero e subisce la tragica esperienza della deportazione in un lager tedesco. Finalmente nel 1945 viene liberato e nel 1949 inizia la carriera di gestore del Rifugio Marie e Alberto ai Brentei, attività che lo accompagnerà fino ai suoi ultimi giorno, poi tramandata al figlio.

Questo Rifugio diventa per Bruno la sua vita, tanto da diventare il “Custode del Brenta”.

Ed è proprio qui, tra le guglie e le cenge del Brenta, sulle pareti intorno al suo rifugio, che Detassis diventa una preparatissima Guida Alpina, nonché un grande istruttore di alpinismo. Bruno Detassis aprì in Dolomiti oltre 200 vie, più di 70 delle quali nel gruppo di Brenta, a renderlo però un personaggio unico oltre che per il suo invidiabile Curriculum alpinistico è il suo senso di grande umanità. La filosofia infatti con cui Detassis conduce la sua vita tra le vette è da sempre contro l’esibizionismo ed il rischio estremo, per lui l’importante è ritornare sempre a casa dopo aver raggiunto la vetta; “L’alpinismo è salire per la via più facile, tutto il resto è acrobazia” era solito dire.

La sua esperienza come soccorritore lo ha portato a sviluppare una grande prudenza, tanto da rendere l’alpinismo un’attività mentale oltre che fisica; la sua più celebre citazione recita infatti “Se rampega prima cola testa, poi coi pei e solo a la fin cole man”.

Nel 1957-58 guidò la prima spedizione trentina in Patagonia.Tra gli anni ’60 e ’70 Bruno Detassis è stato tra i principali realizzatori di quella che forse è la più celebre via ferrata delle Alpi: le Bocchette Centrali del Brenta, una serie di cenge che attraversano pendii verticali ed enormi ghiaioni proprio tra le sue montagne di casa. Nel 1956 riuscì a compiere la traversata totale delle Alpi con gli sci,1700 km con suo fratello Catullo e Alberto Righini, impresa riuscita allora solo ad un altro grande di nome Walter Bonatti, mentre pochi anni più tardi partecipò alla spedizione italiana al Cerro Torre insieme a Cesare Maestri.

 

Bruno Detassis era ormai diventato figura storica, punto di rifermento di infinita esperienza e saggezza delle Dolomiti del Brenta, fino all'ultimo lo si poteva trovare al suo rifugio con l'occhio sornione sopra il grande barbone grigio-argenteo trafitto dall'immancabile pipa. Raggiunto il traguardo dei 90anni Bruno non saliva praticamente più al Brentei, soprattutto per l'avanzare della cecità, nonostante tutto e al limite delle sue forze qualche giro nostalgico l'ha fatto anche negli ultima anni di vita.

Bruno Detassis si spense all’età di 97 anni nel 2008.


 

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