La Leggenda della nascita del Cervino

La Leggenda del CervinoC’era una volta, in un tempo che in pochi ricordano, uno splendido regno che si estendeva a ridosso delle montagne: un paese con ampie pianure verdi, campi coltivati, fiori di ogni specie e colori e fiumi che scendevano fragorosi dalle vette, portando acqua a tutti gli abitanti.

Questa bellissima vallata era chiusa e circondata dalle montagne, le quali non erano una sequenza di vette più o meno alte come appaiono ai giorni nostri, ma al contrario apparivano come una fitta muraglia ben compatta e omogenea

Questo regno incantato era governato da un gigante di nome Gargantua il quale, nonostante le dimensioni spaventose, era un sovrano dal cuore buono e servizievole, con l’unico difetto di avere una fame insaziabile: Gargantua mangiava e beveva in continuazione, tanto che spesso gli allevatori delle vallate si vedevano scomparire decine di capi di bestiame alla volta, sottratti per sfamare appunto il re.

Si narrava che Gargantua a colazione mangiasse una dozzina di buoi con un abbondante contorno di maiali arrosto e che fosse capace di vuotare una vasca da bagno piena di vino in un solo sorso

Nonostante questo, gli abitanti del regno amavano il loro sovrano, che aveva garantito secoli di pace e prosperità. Gargantua era un gigante buono, amante dei piaceri della tavola con interessi ben lontani da quelli di guerre e conquiste di territori

Gargantua amava molto i bambini, invitandoli spesso nel suo palazzo a giocare con lui: questi si divertivano ad arrampicarsi sulle sue spalle e giocare a nascondino tra i suoi capelli come se si trovassero in una foresta.

Questa vita felice e spensierata non aveva però spento la curiosità di Gargantua verso quello che stava al di là delle montagne: territori inesplorati, città e popolazioni sconosciute e forse anche eserciti ostili che presto sarebbero venuti ad alterare la pace del suo regno. Spinto da questa irrefrenabile curiosità, un giorno Gargantua si alzò dal suo trono e si diresse verso le montagne; tuttavia, stando con i piedi sugli ultimi campi coltivati prima delle vette, riusciva a malapena a scorgere cosa di trovava dall’altra parte. Per questo motivo decise di salire a cavalcioni su quelle montagne ripide e rocciose, di modo da avere una piena visuale. Quel giorno però Gargantua aveva mangiato veramente moltissimo, Il peso del gigante sovrano era così elevato che le rocce sotto i suoi piedi si sbriciolarono, facendolo cadere nella vallata.

Solo le rocce che si trovavano in mezzo alle sue gambe rimasero compatte, assumendo la forma di una alta piramide aguzza: era nato il Cervino, una punta di roccia verso il cielo che ancora oggi domina la vista dallo spartiacque alpino; coloro che volessero vedere cosa c’è dall’altra parte, a differenza di Gargantua, devono però affrontare un’impegnativa scalata ( Via Normale Italiana al Cervino, Valutata con difficoltà D – oppure la Via Normale Svizzera valutata AD e compiuta da Edward Whymper il 14 luglio 1865), fino a raggiungerne l’affilata vetta a oltre 4000 metri di altitudine.


 

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