Don Giuseppe Buzzetti, alpinista della Val Masino

 

don Giuseppe Buzzetti

 

La Val Masino, vallata alpina situata in provincia di Sondrio, fu teatro nei secoli scorsi di imprese che segnarono la storia dell'alpinismo.

Che contornano la valle troviamo infatti il famoso Monte Disgrazia (3678 mt.), il Pizzo Cengalo (3367 mt.) ora protagonista di una terribile frana, il Pizzo Badile (3308 mt.) con le imprese eroiche del grande Cassin, i Pizzi del Ferro (3290 mt.) e il Pizzo Ligoncio (3033 mt.).

 

Nei primi del '900, tra le pareti granitiche di questa valle, perde la vita Don Giuseppe Buzzetti, un religioso ma anche uno straordinario alpinista, che nel silenzio e con grande riservatezza ha compiuto importanti impresealpinistiche.

 

Giuseppe Buzzetti nasce a Chavenna (So), diventa sacerdote e decide di non abbandonare queste valli, a lui sempre care.

La sua vita si divide tra gli impegni religiosi e la voglia sfrenata di andare in Montagna, il prete alpinista compie alcune salite solitarie nel gruppo del Masino-Bregaglia, le valli a quei tempi ancora poco conosciute e per questo motivo a lui straordinariamente affascinanti.

La fama di Don Giuseppe Buzzetti, mai da lui esortata, si lega a due vie: quella sul Sasso Manduino e sul Pizzo di Prata

 

Le circostanze legate alla sua morte sono ancora tutt'oggi un vero e proprio mistero, il carattere schivo dell'uomo, duro come le sue valli, ha lasciato pochi documenti sulle sue salite alpinistiche.

Don Giuseppe Buzzetti spesso e volentieri partiva in solitaria, non preoccupandosi di lasciare informazioni circa le sue mete.

 

Una domenica di Luglio del 1934, nel paesino di Uschione (So), don Giuseppe Buzzetti era atteso per la sua funzione domenicale, ma purtroppo nessuno lo vide mai più.

Il Sacerdote pare fosse partito parecchi giorni prima, per una lunghissima traversata, tra la Val Alpigia (valle laterale della Val Codera) e la Val Porcellizzo, in Val Masino.

L'ultimo che lo vedi fu l'allora rifugista della Gianetti (2534 mt.) storico Rifugio della Val Porcellizzo; il sacerdote aveva in mente una salita alla punta Torelli ( 3137 mt.), nonostante i tentativi del rifugista nel dissuaderlo per via di un imminente temporale, don Giuseppe Buzzetti partì ugualmente e da li non fu mai più rivisto.

 

Un mese dopo, il giorno di ferragosto di quell'anno, venne ritrovato, alla bocchetta Torelli, un biglietto che permette di azzardare qualche ipotesi su quanto accaduto.

Il biglietto recava scritto: “Don Giuseppe Buzzetti C.A.I. sez. di Chiavenna, da Bresciadiga, passo Sceroia, capanna Gianetti, pizzo Torelli, bocchetto Torelli per Bresciadiga.

Le ipotesi plausibili sono quindi due, la prima che tentò una discesa diretta dalla Punta Torelli alla Val Codera, oppure che proseguì lungo la cresta fino al Passo di Porcellizzo e infine per la Val Codera.

Quello che è certo che il suo corpo non venne mai più ritrovato.

 

Solo in epoca recente, precisamente nell'Agosto del 2012, alcuni escursionisti appassionati di minerali trovano alla base della parete del Monte Disgrazia uno scarpone chiodato (epoca primi del 900) con delle dita mummificate, vicino ad esso anche un'anca e un avambraccio, mummificati.

I ritrovamenti fanno ipotizzare al corpo del religioso, anche se il luogo del ritrovamento è parecchio fuorviante ( molto distante a dove venne avvistato la prima volta).

Ciò che resta è il ricordo di un uomo leggendario, che lascia un vivido ricordo in queste valli.

 

Se volete in qualche modo approfondire la vita e le imprese di don Giuseppe Buzzetti, vi consigliamo la lettura del libro "Il prete scomparso", curato da Guido Scaramellini, Guglielmo Scaramellini, Paolo De Pedrini ed Alberto Benini, ed edito dal CAI sezione di Chiavenna.

Sul testo è stato anche sviluppato da Rai Tre uno straordinario documentio, con immagini mozzafiato del gruppo del Masino-Bregaglia riprese a bordo di un elicottero.

Rifugio Diavolezza

 

 

 

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