Il Lago d'Inferno

Lago d'Inferno Trona

 

C'era un tempo in cui sulle cime dei monti che dominano la sponda orientale del Lago di Como, dal Legnone al Pizzo dei Tre Signori, passando per il Pizzo Varrone e il Pizzo di Trona, vivevano i Santi Eremiti, individui potenti e solitari che con la parola ma ancor più con l'esempio portavano e sostenevano la fede fra queste valli; essi avevano le loro dimore tra le rocce più alte, a stretto contatto con Dio.

 

Nell'alta Val Gerola, nei pressi del Passo di Salmurano, aveva la sua dimora Trona, vecchio e potente saggio che dall'alto dei monti vegliava sugli abitanti di Rasura e Gerola.

Un giorno, un potente demonio decise di partire dalla Val Masino e di salire fino in quelle valli a portare un po' di scompiglio ai poveri contadini e pastori, anche Trona fu avvisato del suo arrivo da alcuni uccelli che gli dissero di aver visto il demonio partire e dirigersi verso le montagne ; risalì la valle sotto forma di un violento temporale che rovesciava a terra acqua sulfurea e, una volta raggiunto gli alpeggi, fece andare a male tutto il latte e le cagliate, e diffuse malattie tra il bestiame.

Gli abitanti si spaventarono molto di fronte a quanto stava avvenendo, passarono alcuni mesi e venne l'estate, il demonio non sembrava proprio intenzionato a lasciare la vallata ma si vedeva pronto ad un nuovo attacco, i poveri abitanti decisero quindi di salire a chiedere l'aiuto di Trona, l'unico in grado di poter ostacolare un demonio tanto potente.

Giunti nell'alta valle, i pastori invocarono il vecchio santo il quale comparve tra le rocce con la sua folta barba bianca; ascoltate le lamentele dei poveri alpigiani, disse loro di stare tranquilli e di avere fiducia in Dio e che lui gli avrebbe aiutati! Una volta scesi a valle, i pastori iniziarono a pregare e a chiede l'aiuto dell'Onnipotente per cercare di salvare i propri animali e, di conseguenza, la propria fonte di sostentamento che dipendeva dalla produzione di latte e formaggio.

Un giorno il demonio, che nel frattempo aveva trovato rifugio tra le rocce del Pizzo Varrone, mentre si preparava a scendere a valle per le sue scorrerie, si trovò di fronte il vecchio Trona, armato di bastone che, nel nome di Dio Onnipotente, ingaggiò una furente lotta con il diavolo.

Il combattimento proseguì per giorni, mentre i pastori osservavano e pregavano dalle loro finestre i lampi e i tuoni che i due duellanti scatenavano sulle cime dei monti. Il demonio scagliava possenti pietre sul Santo e all'improvviso si udì uno scoppio violentissimo, in seguito al quale la parete nord del Pizzo Varrone si sgretolò e precipitò a valle.

Trona aveva lanciato il colpo finale sul demonio, era riuscito ad incidere una croce sul Varrone distruggendola in mille pezzi, il demonio non riuscì a scappare e precipitò rovinosamente sul fondovalle emanando anche una terribile puzza di zolfo

Il demonio era talmente grande che, toccando il suolo, creò un'enorme voragine che nel giro di pochissimo tempo si colmò d'acqua diventando un lago, a causa della violenta pioggia che sopraggiunse.

 

Ancora oggi, passeggiando il Val di Trona, è visibile la profonda frattura causata dalla folgore sul Pizzo Varrone mentre, più in basso, sorge il Lago d'Inferno, a ricordo del luogo in cui precipitò il furioso demone.

 

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