Parco Nazionale d'Abruzzo

Monte Petroso nel Parco Nazionale d'Abruzzo

 

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è uno dei più importanti Parchi Nazionali del nostro paese, conosciuto semplicemente come Parco Nazionale d'Abruzzo esso si sviluppa per la maggior parte (circa 3 /4 del territorio) nell'omonima regione e per il rimanente in quella di Frosinone nel Lazio ed in quella di Isernia nel Molise

E' uno dei più antichi Parchi Nazionali Italiani, insieme al Parco Nazionale del Gran Paradiso; esso è riconosciuto in tutto il mondo per il ruolo avuto nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti, quali il lupo, il camoscio d'Abruzzo e l'orso bruno marsicano

 

Da un punto di vista Storico il Parco Nazionale d'Abruzzo fu inaugurato su iniziativa privata nel 1922 e riconosciuto nel 1923.

Il territorio del Parco, da sempre in forte isolamento per la sua natura aspra e selvaggia, ha permesso la conservazione di diverse specie animali e vegetali meritevoli di conservazione.

Per questo motivo venne inizialmente costituita, verso la fine dell'800 (come avvenne anche per il Parco Nazionale del Gran Paradiso) una riserva di tutela di caccia.

Il famoso zoologo Ghihi propose la realizzazione di una struttura che salvaguardasse l'eccezionale fauna che popola questa zona, successivamente su iniziativa privata di una nota famiglia di Pescasseroli (prov. Dell'Aquila), ora sede del Parco Nazionale d'Abruzzo, venne istituita una vera e propria aerea protetta.

Nel 1921 fu avviata la gestione protetta di una piccola aerea (un nucleo di circa 500 ettari lungo la Costa Camosciara della Val Fondillo) e nel 1922 venne ufficialmente inaugurato il Parco.

Nonostante il riconoscimento sul piano legislativo, la vita del Parco incontrò numerosi ostacoli legati agli interessi di diverse compagnie di produzione di energia elettrica, che trovarono nel fascismo un valido alleato, portando ad una decadenza progressiva dell'istituzione fino ad inizio anni 50, quando l'ente fu ricostituito e si a aprì una nuova fase di gestione

il Territorio del Parco si estende principalmente nel territorio dei Monti Marsicani, sconfinando nella valle del Giovenco e in valle di Comino.

A Nord Est invece confina con il Parco Nazionale della Majella.

Dal punto di vista Orografo il complesso sistema montuoso del Parco può essere suddiviso in 4 gruppi fondamentali :

Gruppo del Monte Tranquillo (1841 mt.) caratterizzato da evidenti fenomeni carsici, il Gruppo del Monte Marcolano (1940 mt.), il Gruppo della Montagna Grande e il Gruppo dei Monti della Meta dove sono situate le maggiori cime quali il monte Petroso (2247 mt.), il monte Marsicano (2242 mt.) e il monte Meta (22242 mt.)

 

Oggi il parco si estende su di una superficie di otre 40000 ettari, circondata da una fascia esterna di protezione di altri 60000 ettari.

La geologia del suo territorio è quella classica dell'appenino centrale, i monti sono infatti costituiti da grossi sistemi calcarei

Qui passa anche una grossa faglia di sovrascorrimento che genera una mobilità tettonica abbastanza attiva e causa di terremoti, fra cui si ricorda quello che il 13 gennaio 1915 distrusse la città di Avezzano e gran parte del suo circondario

 

Per una migliore amministrazione del Territorio, nel 1987, l'area del Parco fu divisa in diverse zone: la zona A , di riserva integrale e l'accesso ai visitatori è ammesso solo a piedi e lungo determinati percorsi; la zona B, di riserva generale, con territorio ben conservato ma dove sono ammesse attività agricole; la zona C, ovvero la cintura protettiva esterna e la zona D, detta zona di sviluppo, molto antropizzata.

Il Parco Nazionale d'Abruzzo oggi comprende ben 25 Comuni distribuiti in 3 province, nella maggior parte di essi sono allestiti centri di visita tematici o uffici di zona in cui è possibile disporre di materiale divulgativo sul parco e organizzare i percorsi turistici ed escursionistici

Nell'area del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è possibile praticare sport e attività varie come l'escursionismo, il trekking guidato, il trekking equestre, il cicloturismo, la canoa, il birdwatching, lo sci di fondo e lo sci alpino negli impianti sciistici di Opi, Pescasseroli e Scanno

 

Per quanto riguarda la Vegetazione, il Parco presenta una grandissima varietà di specie tipiche dell'area continentale.

Dai 600 fino ai 1000 metri di quota trovano spazio le antiche culture o i pascoli, uniti anche ai boschi di querce.

Salendo di quota, dai 1000 fino ai 1800 metri si incontrano i grandissimi Boschi di Faggio

Sopra i 1800 metri di quota il piano alpino e subalpino è altrettanto interessante ed ospita generalmente il Pino Mugo.

Nel 2017 i cinque nuclei di faggete vetuste, databili intorno ai 600 anni, sono stati riconosciuti patrimonio mondiale dell'umanità Unesco

Orso bruno marsicano, simbolo del Parco

 

La fauna è quella tipica di montagna, con numerosi camosci nelle praterie alpine, mentre nelle foreste più basse si possono incontrare cervi e caprioli.

L'animale più importante del Parco Nazionale d'Abruzzo e simbolo del Parco stesso, resta comunque l'orso bruno marsicano, che sopravvive nelle zone più interne e remote del parco

Tra i grandi predatori troviamo anche il Lupo Appenninico (si contano ad oggi circa 60/70 esemplari, più del doppio rispetto al 1970)

Altro animale endemico del Parco, insieme all'orso bruno marsicano è il camoscio d'Abruzzo, del quale si contano circa 600 esemplari

Qualche dubbio invece sulla Lince, animale un tempo presente nel Parco ( le amministrazioni stesse continuano a dichiararlo presente) ma ora secondo alcuni studiosi dovrebbe essere purtroppo estinto

Nel Parco Nazionale d'Abruzzo si contano anche ben 230 specie di uccelli

 

Tra i Borghi medievali più importanti dobbiamo certamente citare Civitella Alfedena (Abruzzo), incluso tra i borghi più belli d'Italia. Pare che lo stesso borgo venga spesso visitato dall'orso marsicano e dal camoscio abruzzese

Nella Marsica (Abruzzo) figura anche il borgo abbandonato di Sperone

Nel Molise e nel Lazio, i centri di interesse storico sono Alvito, Castel San Vincenzo, Settefrati e Vicalvi.


 

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