Parco Nazionale del Gran Paradiso

Parco Nazionale del Gran Paradiso

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso costituisce una tra le più ampie ed importanti aree protette della Alpi Italiane; è gestito dall'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso con sede a Torino.

Questo meraviglioso Parco Nazionale ha un'estensione di circa 71.043 ettari e si trova a cavallo tra il Piemonte, la Valle d'Aosta e la Francia.

Si tratta del primo Parco Nazionale istituito in territorio italiano: nacque infatti il 3 Dicembre 1922 (seguito dal Parco Nazionale dello Stelvio istituito nel 1935), in seguito alla cessione allo stato di ampi territori di caccia di Vittorio Emanuele III.

 

La nascita di questa area di tutela nasce fondamentalmente per proteggere l'animale simbolo del Parco, ovvero lo stambecco. Le battute di caccia verso questo ungulato erano quasi spietate, soprattutto a causa della prelibatezza delle sue carni e per via di alcune parti dell'animale ritenute medicinali e addirittura afrodisiache. Nel 1821 il Re di Sardegna Carlo Felice attua le prime limitazioni verso la caccia dello stambecco; ovviamente queste prime forme di tutela non sono da intendersi a favore dell'ambiente, ma soprattutto atte a garantirsi un certo numero di capi per le battute di caccia, visto che ormai l'animale era quasi in estinzione.

Nel 1850 il giovane Re Vittorio Emanuele II, incuriosito da questa area, decise di attraversare a cavallo dalla Valle di Champorcher fino a Cogne, in Valle d'Aosta.

Il Re rimase a dir poco colpito dalle meraviglie di quest'area e decise di creare una riserva reale di caccia. Dopo diversi anni di intese nel 1856 nasceva così la Riserva Reale di caccia del Gran Paradiso.

Oltre ad un corpo di Vigilanza di oltre 50 persone, furono anche restaurate chiese, argini e case comunali, costruiti casotti per i guardaparco e case di caccia più grandi.

Re Vittorio Emanuele II era amante della caccia, si recava in questa zona soprattutto nel mese di Agosto e soggiornava per un tempo variabile dalle 2 alle 4 settimane. Quando il Re era a caccia ben 250 uomini, ingaggiati tra gli abitanti delle valli, svolgevano le mansioni di battitori e portatori.

Il Re prendeva la sua posizione lungo il sentiero e si appostava, attendendo che i suoi uomini battitori (già al lavoro durante la notte) spingessero la selvaggino sotto il tiro del suo fucile

L'ultima caccia reale si svolse nel 1913.

 

Il 3 dicembre 1922 re Vittorio Emanuele III, nei primi giorni del governo Mussolini, instaurò l'Ente Parco con la finalità di tutela ambientale e faunistica della zona.

A partire dal 1947 venne poi istituito un Ente autonomo per la gestione del parco; la situazione dell'animale simbolo, lo stambecco, era a dir poco drastica: si contavano infatti solo 400 capi.


Caratteristica principale del Parco del Gran Paradiso, derivante appunto da questo suo passato di riserva venatoria reale, è la presenza di una fitta rete di mulattiere, oltre 300km, la maggior parte delle quali percorribili ancora oggi e fatte costruire dallo stesso Vittorio Emanuele per poter accedere anche ai luoghi più impervi.
Dal punto di vista fisico il Parco ruota intorno al massiccio del Gran Paradiso (4061m), circondato da imponenti cime quali la Tresenta (3609m), il Ciarforon (3642m)l'Herbetet (3778m) e la Becca di Montcorvé (3875m). Cinque sono le vallate, sia piemontesi che valdostane, che confluiscono nel territorio del Parco: la val Soana, la valle dell'Orco, la valle di Cogne, la Valsavarenche e la val di Rhemes.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, grazie alla fitta rete di sentieri sopra citata, costituisce una meta privilegiata per gli appassionati dell'escursionismo estivo, grazie anche ai moltissimi rifugi e bivacchi presenti nella zona, alcuni dei quali raggiungibili con percorsi alpinistici, mentre altri sono alla portata di tutti.

Gli amanti dei Laghi alpini troveranno luoghi incantati nella zona circostante il Colle del Nivolet, dove si trovano i due Laghi del Nivolet.

In Val di Rhêmes troviamo invece il Lago Pellaud, mentre in Val di Cogne vi sono due interessanti laghetti: il Lago Lauson (Valnontey) ed il Lago Loie (2356 m, vallone di Bardoney).


Ovviamente, il Parco Naturale del Gran Paradiso ospita numerosissimi esemplari animali e  vegetali di grandissimo interesse; per quanto riguarda la fauna, grazie alle opere di tutela, si è riusciti ad ampliare la popolazione delle razze d'alta quota, come lo stambecco, il camoscio e la marmotta, affiancate da esemplari come la lepre alpina, l'ermellino e la martora.

L'introduzione del Gipeto è stata abbastanza difficoltosa ma alla fine ha avuto successo, nel 2012 due coppie hanno nidificato. 

Il lupo, in aumento in Italia, risalendo l'Appennino, è tornato a farsi vedere nel Parco negli ultimi anni e conta oggi 6-7 esemplari

Lo stambecco, da sempre simbolo del Parco, è presente in circa 2700 unità (ultimo censimento di settembre 2011). Il maschio adulto di questo animale può pesare dai 90 ai 120 kg mentre le corna possono arrivare anche a 100 cm.

Parco Nazionale del Gran Paradiso

 

In riferimento invece alle specie vegetali, grazie alla notevole estensione in senso di altitudinale dei territori protetti, nel parco è possibile osservare sia esemplari tipici d'alta quota, sia piante più comuni in ambiente collinare e di media montagna. Sopra i 2500 mt. troviamo anche la stella alpina e il genepì anche se in limitatissime quantità.

Da segnalare la costruzione nel 1955 del Giardino alpino Paradisia, nei pressi di Valnontey, frazione di Cogne, finalizzato soprattutto all'educazione del pubblico e a favorire la sperimentazione scientifica.

 

Segnaliamo anche la presenza di un sentiero per non vedenti, istituito nel 1992, di lunghezza di circa 1 km e a scarsa pendenza

Negli anni duemila il Parco nazionale è stato riconosciuto anche come sito di interesse comunitario.

Nel 2006 è stato insignito del Diploma europeo delle aree protette

Per chi volesse approfondire maggiormente e esplorare queste bellissime aree consigliamo i Centri visitatori del parco, i quali sono dei punti informativi monotematici (ognuno tratta di un tema diverso, flora, fauna, la geologia, i mestieri ecc ecc) presenti in tutti i Comuni del Parco e gestiti dall'Ente Parco stesso.

 


 

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