Passo del Croso e Lago d'Avino - Alpe Veglia (Vco)

L'Alpe Veglia è un meraviglioso angolo protetto dell'alta Val d'Ossola, unito tramite il passo di Valtendra allAlpe Devero, con la quale forma il Parco Naturale Veglia-Devero. Come quasi tutti i posti semi sconosciuti delle Alpi, in realtà si rivela per gli escursionisti anche uno dei più affascinanti. Questa escursione, in se anche abbastanza impegnativa, permette di ammirarne le bellezze al 100%, dai verdi pascoli dell'Alpe fino alle verticali pareti e ai ghiacciai del Monte Leone.
Si parte da San Domenico di Varzo, al termine della strada asfaltata, prima dell'inizio della carrozzabile per l'Alpe Veglia, in località Ponte Campo (1350m). Ignorando il tracciato principale, dopo pochi minuti di cammino si prende la sterrata di sinistra, seguendo le indicazione per l'Alpe Vallé. Il percorso prosegue, a tratti anche con pendenze considerevoli, prendendo rapidamente quota. Giunti al termine del bosco, la pendenza diminuisce e si giunge all'Alpe Vallé (1792m), antico insediamento alpestre, oggi in parte abbandonato, al centro di una verde vallata. Nei pressi delle baite dell'Alpe, si abbandona la carrozzabile e si prende un sentierino a destra che rientra nel bosco. Il tratto iniziale è un lungo traverso, a tratti reso difficoltoso dal sentiero non proprio comodo.

Vista sull'Alpe Ciamporino

Alpe Vallé

Terminato il traverso, il sentiero piega a sinistra e inizia ad arrampicarsi molto ripido tra la vegetazione. La salita è molto impegnativa, sia per la pendenza a tratti davvero estrema, sia per il fondo sconnesso. Una volta terminata la vegetazione, si sbuca in una valletta pietrosa in quota, chiamata "drozina", che si risale con rampe estremamente impegnative. Nel tratto finale la pendenza cala leggermente, il sentiero si porta sul bordo meridionale della valle, sfiorando il precipizio sull'Alpe Vallé. Superando facili roccette si raggiunge così il Passo del Croso (2395m), posto esattamente al di sopra della galleria ferroviaria del Sempione. Da qui in poi il percorso si fa decisamente meno impegnativo, e il panorama si apre sull'imponente parete meridionale del Monte Leone(3553m). La traccia di sentiero si fa più irregolare, ma è facile trovare la direzione da seguire grazie a dei grossi pali gialli nel terreno, che ci permettono di superare dei grossi panettoni erbosi, fino a scendere il dolce pendio che conduce alla diga del Lago d'Avino (2246m), proprio ai piedi della parete del Leone. Il panorama verso sud abbraccia l'intera piana dell'Alpe Veglia, allargandosi verso ovest fino alle Cime di Valtendra e il Pizzo Diei.

La valletta di Drozina

Panorama dal Passo del Croso

Vista sul Monte Teggiolo

Genziana Nivale

Monte Leone

Laghetto al Passo del Croso

La vallata dell'Alpe Veglia

Lago d'Avino

Da qui un sentiero ben tracciato con ampi tornanti fa perdere rapidamente quota, rientrando nel fitto bosco di larici. Dopo circa mezz'ora di comoda discesa, si attraversano le cosiddette "Marmitte dei Giganti", formazione rocciose scavate dall'acqua che con il suo colore cristallino è in grado di creare contrasti a dir poco meravigliosi. Proseguendo, su sentiero pressochè pianeggiante, si arriva finalmente nella piana dell'Alpe Veglia, e precisamente nel villaggio di Cianciavero (1952m), che insieme a Cornù, Aione, Balma e Ponte, forma appunto l'Alpe Veglia.

Sguardo verso il Passo del Croso

Marmitte dei Giganti

Cianciavero

Il rientro a San Domenico è molto semplice, piegando verso sud si esce dai confini del Parco Naturale imboccando lo sterrato che costeggia sul lato destro un notevole precipizio; alcuni tornanti abbastanza ripidi ma con fondo stabile fnno perdere rapidamente quota fino a giungere al lungo traverso finale, sempre piuttosto pendente, che riporta proprio a Ponte Campo, in circa 40 minuti dall'Alpe.

 

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