Parco Naturale Veglia-Devero (Vb)

Il Parco Naturale Veglia-Devero

 

Il Parco Naturale Veglia-Devero è una delle aree protette più affascinanti di tutto l'Arco Alpino.

Si trova nelle Alpi Lepontine, nella parte più settentrionale del Piemonte (in Alta Val d'Ossola), al confine con il cantone svizzero del Vallese.

 

Come si intuisce dal nome, il parco unisce due diverse vallate, l'Alpe veglia e l'Alpe Devero, separate ma collegate tramite un comodo sentiero che oltrepassa il Passo di Valtendra.

Il parco è stato istituito nel 1995 accorpando il Parco naturale dell'Alpe Veglia e il Parco naturale dell'Alpe Devero, per una superficie complessiva superiore agli 8000 ettari (con uno uno sviluppo altitudinale compreso fra i 1600 ed i 3553 mt.) ed è gestito da un apposito Ente con sede a Varzo (Vb).

 

Il Parco Naturale dell'Alpe Veglia è stato il primo parco regionale del Piemonte, ed è stato istituito nel 1978; la la zona di tutela del parco si estendeva principalmente al versante italiano dell'Alpe Veglia per una superficie totale di 400ettari.

Il Parco dell'Alpe Devero invece è storicamente più recente ed è stato istituito nel 1990 con l'intento principale di proteggere l'ambiente alpino sul versante italiano delle Alpi Lepontine

Il 14 Marzo del 1995 tramite una legge regionale i due parchi vengono accorpati, costituendo un'unica area protetta tra le più grandi del Piemonte.

Il parco naturale Veglia-Devero comprende, oltre a numerosi villaggi ed alpeggi sparsi nelle vallate, anche numerose cime, tra le quali il Monte Leone (3552m), il Cervandone (3210m), la Punta d'Arbola (3215m), la Punta di Terrarossa (3246m), la Punta di Boccareccio (3207m) e la Cima della Rossa (2887).

Il parco è raggiungibile da due diversi versanti: dalla valle di Varzo, in auto fino a San Domenico e da li con una passeggiata di circa un'ora fino all'Alpe Veglia, e da Baceno, in Val Antigorio, in auto direttamente fino all'Alpe Devero.

Il Parco Naturale Veglia-Devero nella stagione autunnale/invernale

I confini del parco sono ben marcati e le attività antropiche al suo interno, per esempio l'utilizzo di mezzi a motore, sono regolate da norme molto stringenti.

Purtroppo stona leggermente con la bellezza dell'ambiente e la sua tutela la presenza di numerose opere di ingegneria idraulica costruite nei decenni passati: il Lago di Codelago al Devero e il Lago d'Avino al Veglia sono nati in seguito alla costruzione di dighe per la produzione dell'energia elettrica.

 

L'ambiente selvaggio rende il Parco Naturale Veglia-Devero una zona ideale per il trekking e le escursioni di ogni livello, dalle rilassanti passeggiate a fondovalle fino alle lunghe traversate in alta quota, con possibilità di sconfinamento in territorio svizzero nella bellissima Binntal.

Anche d'inverno gli amanti dello sport in montagna frequentano moltissimo queste zone: all'Alpe Devero sono presenti tre impianti di risalita, rigorosamente fuori dal confine del parco, per lo sci da discesa, oltre che un bellissimo anello di fondo.

All'Alpe Veglia, invece, inaccessibile d'inverno con i mezzi standard", domina lo scialpinismo e lo sciescursionismo.

 

Esplorando il territorio del Parco Veglia-Devero è possibile imbattersi facilmente in esemplari animali di estrema bellezza, la fauna del parco è caratterizzata soprattutto da caprioli e marmotte, fino a stambecchi, martore, cervi e ghiri. Essendo la zona anche riccadi diversi laghetti alpini possiamo trovare alcune specie di pesci tra cui la trota e il temolo

Anche la flora, rigidamente tutelata, è molto varia ed affascinante.

L'albero per eccellenza è senza dubbio però il Larice, che crea anche un bellissimo sottobosco di muschio e felci; alla quote più elevate (sopra i 2000 mt.) si trova il rododendro e il mirtillo selvatico

 

I punti di appoggio e ristoro si trovano nei nuclei abitati principali, all'Alpe veglia (Rifugio Città di Arona) e all'Alpe Devero (alcuni alberghi e ristoranti nei pressi del parcheggio e nel villaggio di Crampiolo).

Numerose sono anche le malghe e gli alpeggi sparsi sui pascoli, molti dei quali ancora oggi utilizzati per la produzione di formaggio.


 

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