Mary Varale, protagonista dell'alpinismo femminile del 900 !

 

Mary Varale in una foto dell'epoca

Mary Gennaro Varale, conosciuta come Mary Varale, fu una grandissima alpinista italiana, tra le più attive in assoluto del secolo scorso.

Nasce a Marsiglia (Francia) nel 1895 e fin da subito, in tenera età, si avvicina al mondo della montagna e dell'alpinismo, dimostrando fin da subito una innata attitudine per l'arrampicata.

 

Nei primi anni '20 e '30 del secolo scorso, in una società alpinistica fatta quasi esclusivamente di soli uomini, conquista la bellezza di oltre 217 cime scalate

Un numero considerevole per l'epoca, figuriamoci per una donna !

 

Nel 1933 si sposa con Vittorio Varale, giornalista italiano, che sicuramente riesce a diffondere e rendere noto attraverso i media le imprese della moglie Mary Varale.

 

Impressionando soprattutto per le sue gesta atletiche e di coraggio, Mary arriva per fino ad impressionare alpinisti del calibro di Tita Piaz, il così detto “Diavolo delle Dolomiti” e prendere spunto da Riccardo Cassin o da Emilio Comici, sua maestri indiscussi.

Le oltre 200 cime conquistate da Mary Varale in pochi anni di attività alpinistica, le permettono di conquistare senza ombra di dubbio uno dei primi posti assoluti tra le migliore donne alpinistiche del secolo !

Come lei, altre alpiniste erano la famosa Ninì Pietrasanta, nata anch'essa in Francia nei primi anni del '900.

 

L'ottusità del tempo e il fatto di essere una donna, gli causò per l'epoca grandi dispiaceri e rallentamenti per la sua carriera.

Mary Varale però ebbe un carattere molto forte, il quale gli permise molte volte di rispondere a tono a situazione complesse e scomode, come la diatriba avvenuta nel 1935, che la portò ad abbandonare completamente il Club Alpino Italiano, per la scelta del sodalizio di non voler concedere la medaglia al valor atletico ad Alvise Andrich, reo di essere stato semplicemente suo compagno di cordata, nonostante l'alto valore della scalata intrapresa sul Cimon della Pala.

Mary Varale prese a cuore la questione e cercò di fare il possibile per permettere all'amico Alvise il riconoscimento della sua impresa sportiva, ma i maschilisti dell'epoca non vollero prendere in considerazione la questione per cercare il più possibile di dissuadere Mary Varale dalla sua carriera alpinistica.

Ella arrivò perfino a scrivere una lettera dai toni molto accesi, firmandola di proprio pugno e indirizzandola agli allora esponenti del CAI di Belluno: “In questa compagnia di ipocriti e di buffoni io non posso più stare, mi dispiace forse perdere la compagnia dei cari compagni di Belluno, ma non farò più niente in montagna che possa rendere onore al Club Alpino dal quale mi allontano disgustata anche per una ingiustizia commessa col rifiutarmi un articolo”

 

Nel lecchese e soprattutto nel Gruppo delle Grigne, effettuò diverse salite alpinistiche e alcune prime assolute, tanto da ricevere l'appellativo di “Signora di Milano” per la sua grande frequentazione del milanese e delle cime della vicina Valsassina !

Il Rifugio Rosalba e Rifugio Brioschi, celebri rifugi delle Grigne, l'anno ricordata dedicandogli l'edizione 2023 del Festival InGrigna, un festival culturale dedicato alla Grigna e alla Montagna

 

Verso la fine degli anni '30 si allontana progressivamente dall'arrampicata estrema, sia per i dispiaceri ricevuti dal mondo alpinistico e anche per far fronte ad un peggioramento delle condizioni della sua artrite precoce, dalla quale ne era appunto affetta.

Mary Varale muore nel 1963 a Genova.


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